S. Agostino di Ippona

S. Agostino d’Ippona 1.

Riprendiamo il nostro percorso alla conoscenza dei Santi che sono raffigurati con statue di marmo, collocate sulla parte anteriore della Mensa della nostra Cattedrale.
Dopo Bernardino da Siena, Caterina d’Alessandria e Maria di Magdala, siamo giunti ad Agostino d’Ippona, il grande dottore della Chiesa.
Forniamo solo alcuni cenni della sua biografia; successivamente ci occuperemo della sua iconografia.

Agostino Aurelio nacque a Tagaste nella Numidia, in Africa il 13 novembre 354 da una famiglia di classe media, di piccoli proprietari terrieri, il padre Patrizio era pagano, mentre la madre Monica, che aveva avuto tre figli, dei quali Agostino era il primogenito, era invece cristiana; fu lei a dargli un’educazione religiosa ma senza battezzarlo secondo l’usanza dell’epoca, in forza della quale il Battesimo veniva conferito solo a persone adulte.

Dopo i primi studi a Tagaste e poi nella vicina Madaura, si trasferì a Cartagine nel 371, con l’aiuto di un facoltoso signore del luogo di nome Romaniano.
Agostino aveva circa 16 anni e viveva la sua adolescenza in modo molto vivace ed esuberante e mentre frequentava la scuola di un retore, cominciò a convivere con una ragazza cartaginese, che nel 372 gli diede un figlio, Adeodato. La relazione durò circa 14 anni.
La nascita del figlio comportò che Agostino, lasciando un tipo di vita alquanto dispersiva, concentrasse maggiormente i suoi forzi sugli studi, per i quali si trovava a Cartagine.
Fu in quegli anni che maturò la sua prima vocazione di filosofo, grazie alla lettura di un libro di Cicerone, l’”Ortensio” che l’aveva particolarmente colpito, perché l’autore latino affermava che soltanto la filosofia poteva aiutare la volontà ad allontanarsi dal male e ad esercitare la virtù.

Agostino cercò la verità nel Manicheismo: una religione orientale fondata nel III secolo d.C. da Mani, che fondeva elementi del cristianesimo e della religione di Zoroastro.
Suo principio fondamentale era il dualismo, cioè l’opposizione continua di due principi egualmente divini, uno buono e uno cattivo, che dominano il mondo e anche l’animo dell’uomo.
Agostino però tra i manichei non trovò mai la risposta certa al suo desiderio di verità.
Desideroso di nuove esperienze e stanco dell’indisciplina degli alunni cartaginesi Agostino, resistendo alle preghiere dell’amata madre che voleva trattenerlo in Africa, decise di trasferirsi a Roma, capitale dell’impero, con tutta la famiglia.