Il beato Ottaviano

Beato Ottaviano 12.

La diocesi di Savona aveva allora un’estensione territoriale molto più ampia di quella odierna: si spingeva oltre l’Appennino fino a comprendere territori che oggi sono delle diocesi di Acqui e Mondovì. Per esempio giungeva a Cairo Montenotte, Dego, Piana, Spigno, Santa Giulia, Cosseria, Millesimo, Monesiglio, Priero, Ceva e oltre.
Ottaviano si trovò a governare questa diocesi in un momento nel quale la gente, ripresasi dopo le distruzioni e le umiliazioni inferte dalle invasioni barbariche, sentiva forti aneliti di libertà e di una nuova dignità.

Il Comune era nella sua fase di grande crescita, ma si trovava avversato dalla nobiltà feudale che mal sopportava il fiorire di nuove istituzioni. E poi restava il problema di un malcostume diffuso anche tra ampi strati degli uomini di Chiesa.

La rilassatezza dei costumi è presente anche nel clero savonese e particolarmente nel Capitolo dei Canonici.
Ottaviano desidera in particolare ricondurre questi ultimi all’osservanza di quella regola di vita che il vescovo Amico aveva anni prima stabilito e dalla quale i Canonici si erano presto allontanati.
I discorsi pacati e convincenti non sortiscono effetti in quella situazione: tra Vescovo e Canonici si accende una lunga disputa che culmina con un atto d’autorità del Vescovo, il quale priva il Capitolo Canonicale di una decima, a suo tempo concessa dal Vescovo Amico.