Processo di canonizzazione 4.

Un aspetto particolare che interessa il processo di canonizzazione di un Servo di Dio (nel nostro caso Pio VII) è l’indagine sulla devozione popolare diffusa a suo riguardo. Non si tratta di scoprire, segnalare o documentare miracoli ottenuti per sua intercessione (materia che richiede competenze particolarissime e assai complesse) ma di evidenziare segni di devozione che hanno per “Oggetto” la persona sulla cui santità si sta indagando.
Capita spesso, per esempio, che arrivino alla Curia di Savona richieste di immagini, reliquie, notizie circa la persona di Pio VII: qualcuno desidera avere un approccio più prossimo, attraverso la preghiera, con il Papa “in odore di santità”. Molte richieste arrivano dall’estero e, tra l’altro, dall’America Latina.
L’invito che vogliamo fare da questo nostro sito web è di segnalare alla Cancelleria della Curia l’eventuale esistenza di segni di devozione, personali e/o popolari, che possono interessare il nostro Servo di Dio, Barnaba Chiaramonti (Pio VII).
Le segnalazioni, indirizzate al Cancelliere, saranno come sempre inoltrare al Postulatore della causa che provvederà a raccogliere e disporre valutazioni in merito.

Processo di canonizzazione 3.

La pubblicazione dell’editto riguardante l’apertura del processo di canonizzazione di Pio VII ha già cominciato a dare i suoi primi frutti: alla Cancelleria della Curia sono arrivati i primi documenti, di varia natura e provenienza, che interessano il procedimento canonico.
Naturalmente abbiamo già a disposizione molto materiale di indubbio significato e autorevolezza storica, già esaminato attentamente dall’apposita commissione storica istituita a suo tempo dal Vescovo; ciò di cui parliamo ora è l’insieme di quei contributi documentali che provengono da fonti “private”, cioè da persone che fino ad ora erano sconosciute allo speciale tribunale ecclesiastico e che, grazie alla pubblicazione dell’Editto, si sono messe prontamente in contatto con la Curia per dare il proprio contributo.
Ci sembra opportuno sollecitare, anche con lo strumento del nostro sito web, coloro che abbiano documenti utili per il processo a prendere contatti direttamente con la Cancelleria della Curia diocesana (tel. 019 8389601 – 8389603): il Cancelliere (sac. Giovanni Margara) ha il compito di accogliere tutta la documentazione possibile per trasmetterla al tribunale ecclesiastico incaricato di istruire il processo a livello diocesano.
Grazie per la collaborazione!

Processo di canonizzazione 2.

Lo scorso primo novembre, Solennità di tutti i Santi, il Vescovo di Savona-Noli, Mons. Calogero Marino, con un decreto in forma di editto, ha annunciato ufficialmente e pubblicamente l’inizio del processo per la beatificazione e canonizzazione del Papa Pio VII, al secolo Barnaba Chiaramonti di Cesena.
Mons. Vescovo ha nominato postulatore della causa don Giovanni Margara, Cancelliere vescovile e rettore della Cattedrale, che avrà l’onere di raccogliere documentazioni idonee a dimostrare la santità di Pio VII.
Si tratterà di una “causa storica” nella quale le principali fonti di riferimento saranno principalmente (quasi esclusivamente) di natura documentale.
A livello diocesano si svilupperà una ricerca accurata: una “inchiesta” nel vero senso del termine, nella quale una Commissione, costituita ad hoc dal Vescovo diocesano, avrà il compito di indagare “circa la vita, le virtù e la fama di santità di Pio VII”.
Per condurre questa inchiesta è costituito un apposito tribunale, che ha come presidente don Mario Ostigoni, sacerdote della Diocesi di Chiavari.
Vi sono poi altri incaricati con funzioni differenziate: don Giovanni Margara, postulatore; la dott.sa Ilaria Giusto, vicepostulatore; il canonico don Giovanni Busoni, promotore di giustizia e la dott.sa Maria Antonietta Olivero, notaio.
Un ruolo fondamentale è ricoperto da una commissione di periti in storia, che sono al lavoro già da alcuni anni. Si tratta della commissione composta dal canonico don Giovanni Farris, dal prof. Giulio Fiaschini e dalla prof.sa Giuseppina Vivaldo.
Inoltre, secondo le norme procedurali, il vescovo ha nominato due teologi censori, che avranno il compito di esaminare con estrema cura tutta la documentazione raccolta, allo scopo di valutare se, sul piano teologico, esistano motivi contrari alla canonizzazione.

A questa prima “fase diocesana” di ricerca seguirà la “fase romana”, quando gli atti saranno trasmessi a Roma dove un Postulatore, ivi residente, sosterrà la causa presso la Congregazione dei Santi.
Ma questo richiederà ancora un po’ di tempo.

Processo di canonizzazione 1.

Mettiamo a disposizione di tutti il decreto vescovile, in forma di editto, che proclama ufficialmente l’avvio della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Papa Pio VII.
Questo decreto è stato letto solennemente in Cattedrale nel corso della Messa pontificale del 1 Novembre u.s., Solennità di tutti i Santi.

Quanno nascette Ninno

Con il titolo “Quanno nascette Ninno”, venerdì 23 Novembre p.v. ore 21 al teatro don Bosco di Savona, si offrirà un’esperienza che potrebbe essere molto significativa e certamente gradevole specialmente per coloro che, nell’ambito delle comunità parrocchiali e nel mondo della scuola, prestano il prezioso servizio di catechisti e di insegnanti della religione cattolica.
Si tratta di un tentativo di coniugare le ricchezze artistiche della nostra Diocesi con l’espressione teatrale che, congiuntamente, possono diventare veicoli di annuncio del Vangelo, particolarmente vivaci e coinvolgenti.
La collaborazione tra Teatro don Bosco, Cattedrale e Diocesi vuole offrire a tutti la possibilità di gustare un momento di preparazione al Natale attraverso una interdisciplinarietà che dovrebbe diventare sempre più modo abituale di comunicazione e di incontro.
L’osservazione di un dipinto (“Adorazione dei Magi”), la riflessione spirituale proposta da Mons. Vescovo, la presentazione di una commedia che, attraverso la figura di S. Alfonso De’ Liguori, va a riproporre il tema dell’Incarnazione sono modi diversi di avvicinarsi al Mistero del Natale, che ci stiamo preparando a celebrare.

Cantautori d’altri tempi

San Francesco di Assisi (1181 – 1226) è l’autore del celeberrimo “Cantico di frate sole” (a noi più noto come “Cantico delle creature”); Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787) è l’autore di “Quanno nascette Ninno” (a noi più nota come “Tu scendi dalle stelle”).

Le due opere, diverse per natura per contenuti, per epoca di composizione … e tutto quello che vogliamo, hanno in comune alcune cose molto importanti.
In primo luogo sono entrambe scritte in lingua popolare: il Cantico è scritto in lingua volgare, la ninna nanna di S. Alfonso è scritta in dialetto napoletano.
Entrambe sono componimenti musicali, che i loro autori hanno concepito in tale forma per renderli ancora più gradevoli, emozionanti e, probabilmente, più facilmente memorizzabili e cantabili dalla gente.
Francesco voleva che, usando il canto e la poesia, i suoi frati annunciassero i Misteri di Dio nelle strade, attirando l’attenzione della gente comune come facevano i giullari del suo tempo: incuriosire, emozionare il pubblico per offrirgli il contenuto di una predicazione gradevole e capace di sintesi (senza sbrodolare discorsi complicati e incomprensibili).
Certo, c’era accanto anche la predicazione parlata ma il tutto doveva risultare interessante e piacevole perché le “cose” di Dio sono interessanti e piacevoli.

Alfonso compose la sua ninananna in modo che la gente povera, analfabeta della Napoli del suo tempo potesse avere a portata di orecchio e di cuore il racconto del Mistero dell’Incarnazione di Gesù; voleva che le mamme, per far addormentare i loro bambini, facessero una semplice meditazione e un simpatico annuncio del Mistero di Dio che si è fatto uomo per noi.
Mentre facevano addormentare i loro piccoli, diventavano catechiste per loro e per se stesse.

A circa quattro secoli di distanza l’uno dall’altro, i due Cantautori hanno condiviso la stessa sensibilità e capacità di comunicazione ed il successo della loro opera pare durare ancora oggi: chi non conosce il “Cantico delle creature” e “Tu scendi dalle stelle”?
Certo, hanno perso un mucchio di diritti d’autore! Ma hanno ottenuto qualcosa di molto più grande e importante: l’avvicinamento di tante anime al mistero della bellezza e della bontà di Dio.

Una domanda: la predicazione e la catechesi che noi facciamo oggi è così efficace? E’ così simpatica, autentica, comunicativa e avvincente?

Santi e musica …

Se Santa Teresa di Lisieux avesse una rock band, sono certo che riserverebbe per sé il ruolo del batterista.
Chi ama questo genere musicale sa benissimo che il batterista è il cuore pulsante della band: è colui (o colei) che mantiene vivo e regolare il ritmo sul quale si articola l’esecuzione di tutto il gruppo.
Accanto a lui, nella sezione ritmica, c’è sicuramente il bassista, con il quale condivide questo ruolo essenziale per l’esecuzione di qualunque brano.
Specialmente durante le improvvisazioni dei solisti, il batterista, nel suo ruolo di cuore ritmico del gruppo, permette loro di spaziare liberamente e con fantasia, di dare sfogo ai loro virtuosismi restando appoggiati sulla solida roccia della base ritmica.
Salvo il momento dell’assolo a lui riservato, egli se ne sta nascosto rispetto agli altri musicisti, nella sua postazione solitamente un po’ arretrata; non è così in luce come gli altri ma senza di lui … non c’è vita.

Raccontando come è nata la sua vocazione religiosa, Teresa di Lisieux scrive: “Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san Paolo aveva descritto, o meglio, volevo vedermi in tutte. La carità mi offrì il cardine della mia vocazione.
Compresi che la Chiesa ha un corpo composto di varie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e più nobile. Capii che solo l’amore spinge all’azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato il vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue. Allora con somma gioia ed estasi dell’animo gridai: O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione.
La mia vocazione è l’amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà”.

Provate a guardare un concerto dei Deep Purple con il loro batterista Ian Paice; oppure dei Dream Theater, con Mike Portnoy alla batteria; o chi vi pare.
Certo non ritroverete alcuna somiglianza esteriore con la giovanissima suora carmelitana di Lisieux (ci mancherebbe altro!); ma nel contenuto profondo, musicale e spirituale di questi musicisti, avrete un’idea efficace di ciò che, forse malamente, ho voluto significare con questo articolo un po’ … strambo!?

P.S. Mi piacerebbe essere il bassista che affianca Therese nel suo gruppo rock.

Che peccato!

Che peccato!
Sabato 3 Novembre u.s. c’era veramente poca gente in Cattedrale ad ascoltare e gustare il concerto in programma.
Un’esecuzione ed una interpretazione veramente superlative da parte del Maestro Paolo Venturino al pianoforte e del Coro Bartolomeo Della Rovere da lui diretto.
Un vero peccato, perché una bellezza del genere meriterebbe un pubblico molto più vasto.

In un mondo dove la bruttezza ed il cattivo gusto hanno spesso il sopravvento (pensiamo al gusto per lo spavento e per l’orrido celebrato da Halloween pochi giorni prima!) si rende sempre più urgente e vitale che vi siano spazi, occasioni, modalità per celebrare e gustare la bellezza in tutte le sue forme.
La bellezza è un dono di Dio, perché Lui è la bellezza assoluta, perfetta.
Per questo motivo la Cattedrale di Savona non si ferma di fronte a certe ottusità del nostro tempo e continua a studiare e sviluppare occasioni che servano ad arricchire il cuore di tutti con la bellezza e la ricchezza spirituale dell’arte: specialmente della musica e del canto.

Il pubblico presente ha tributato un sincero, lungo e intensissimo applauso ai protagonisti della serata: un applauso che ci piace pensare non solo come apprezzamento di ciò che è stato offerto ma anche come espressione di gratitudine per l’impegno, la fatica, la generosità necessari per preparare eventi di questo genere.

Abbiamo una grande ricchezza in casa nostra: non dimentichiamola e non sottovalutiamola!

Concerto

La Diocesi di Savona-Noli, l’Istituto di Musica Sacra Don R. Tassinari e la Cappella Musicale B. Della Rovere proseguono gli eventi, già avviati nel corso della scorsa Primavera, in concomitanza con il centenario della nascita e il 40° della morte di Don Renzo Tassinari.
Sabato 3 novembre 2018 ore 21, nella Cattedrale di Savona, si terrà un Concerto della memoria nel centenario della fine della prima guerra mondiale.

Programma
Preghiera iniziale Salmo 78
F. Chopin (1810-1849) Preludi n° 4-15 – piano
W.A. Mozart (1856-1791) Requiem aeternam (dal Requiem Kv 626) – coro
C.A. Franck (1822-1890) Prélude, choral et fugue – piano
W.A. Mozart (1856-1791) Kyrie Kv 341 – coro
F. Chopin (1810-1849) Studio op. 10 n° 6 – piano
M. Praetorrius (1571-1621) Da pacem, Domine – coro

Esecutori:
Cappella Musicale Bartolomeo Della Rovere
Silvia Badano, Soprano
Paolo Venturino, piano e direzione

Pianoforte Bechstein 1898

L’ingresso è libero e gratuito.

Preghiera nel chiostro

E’ stata una bella esperienza quella dei “Vespri francescani“, vissuta nel chiostro Domenica 21 Ottobre u.s..
Chi ha vissuto l’evento riferisce di una buona partecipazione di pubblico e di una soddisfazione che si è espressa sia nel senso dell’apprezzamento per l’evento in sé, sia nel senso dell’auspicare che possano moltiplicarsi occasioni di questo genere ed anche di altro tipo.
Certo, l’esecuzione del repertorio canoro, debitamente introdotto dal M° Venturino, ha permesso ai presenti di gustare l’esecuzione stessa e la comprensione tematica dei vari testi.
Ma soprattutto questa esperienza (la prima realizzata subito dopo l’inaugurazione dei restauri del chiostro) ha permesso di dare una chiave di lettura a tutto ciò che si desidera realizzare nel “chiostro dei morti“: offrire occasioni di spiritualità, di cultura, di prossimità ai valori della fede.