Restauro chiostro 31.

In questi giorni i giardinieri stanno preparando il terreno che accoglierà il prato dell’aiuola centrale del chiostro.
I fabbri stanno completando l’installazione del pavimento del chiostro.
Nell’immagine che pubblichiamo è possibile vedere ( a sinistra) la struttura in ferro che raccorda la pavimentazione dei bracci del chiostro con l’aiuola centrale.
In questa nuova struttura (prima inesistente) che sarà quasi totalmente coperta, viene lasciata una fessura che, sviluppandosi lungo tutto il perimetro dell’aiuola centrale, dovrà consentire lo smaltimento delle acque piovane, mediante loro convogliamento nei canali di scarico realizzati sotto la stessa struttura in ferro. Vedremo più avanti l’aspetto definitivo dell’opera.
Intanto ci è gradito comunicare che i lavori di restauro del chiostro dovranno essere terminati entro il 10 Ottobre p.v..
C’è ancora parecchio lavoro da fare ma l’impegno delle maestranze è veramente forte e lascia ben sperare per questa data, ormai prossima.

Restauro chiostro 30.

Questa è una delle lapidi che è possibile vedere nel chiostro della Cattedrale.
Vogliamo rendere omaggio a chi sta lavorando per rendere apprezzabili questi silenziosi testimoni di un’epoca lontana.
La lapide porta l’iscrizione (ultima riga) della data: M D XLIII – IVNII – XIII (13 Giugno 1544).

Restauro chiostro 29.

Sopra la porta che introduce nel costruendo “bookshop” (biglietteria) è incisa nel marmo la scritta “DNS CUSTODIAT INTROITV ET EXITUM”: iscrizione che è resa ora più evidente dopo la pulitura effettuata dalla restauratrice.
Questa frase può essere tradotta in questo modo: IL SIGNORE TI CUSTODISCA QUANDO ENTRI E QUANDO ESCI.
(DNS è l’abbreviazione di Dominus, cioè Signore).
Non si tratta, naturalmente, di una traduzione letterale che, in realtà, sarebbe alquanto povera per rendere il significato estremamente profondo e biblicamente fondato di questa frase.
E’ la sostanziale citazione di un versetto del Salmo 120, nel quale si celebra proprio la vicinanza di Dio al suo popolo, a ciascun membro del suo popolo. Un Dio che è sempre attento e vigile, in qualsiasi momento (quando esci e quando entri) della nostra vita; un’attenzione autenticamente e perfettamente paterna, affettuosa, premurosa: sempre pronta ad intervenire a favore dei suoi figli.

E’ particolarmente apprezzabile che questa iscrizione campeggi su quella sala che, anticamente, era una cappella dedicata a San Bernardino.
I frati che entravano in cappella a pregare ricevevano continuamente questo messaggio: non temere, io sono sempre con te, quando entri e quando esci; ti accompagno ovunque e in qualunque momento della tua vita.
Forse potremmo dire di più: la preghiera non è possibile soltanto tra le mura di un luogo sacro (la cappella) ma anche al di fuori. Il dialogo tra Dio e l’uomo (la preghiera) non è confinabile negli spazi limitati (a volte angusti) di un luogo di culto ma è sempre possibile, attivo e vivace ovunque e in qualunque momento perché il tempio di Dio, il luogo di culto che Lui preferisce, è la persona umana.

Restauro chiostro 28.

L’immagine di oggi ci mostra la ripresa dei lavori di sistemazione dell’aiuola centrale del chiostro. Da una parte sono evidenti i segni dell’aspetto selvatico procurati da un’estate che ha dato mano libera alla vegetazione per crescere a proprio piacimento; dall’altra parte si vede l’intervento dei giardinieri che ora riprendono a dare ordine al terreno.
Certo, siamo molto curiosi di vedere quale sarà l’aspetto definitivo di questo giardino. Naturalmente richiederà costanti attenzioni e cure, per non tornare ad essere una specie di jungla selvaggia in miniatura.
Sono ripresi anche (dopo lunga interruzione) i lavori di completamento della pavimentazione dei bracci del chiostro.

Restauro del chiostro 27.

Nella settimana appena conclusa, sono iniziati i restauri delle parti lapidee del chiostro: marmi e ardesie che, in diverse misure, forme e locazioni contribuiscono non poco a dare significato e fascino all’intera struttura.
Silenziosi testimoni di pietra che descrivono realtà storiche e spirituali che hanno popolato vivacemente la realtà del chiostro nei secoli che furono.
L’opera di pulitura che la restauratrice sta sapientemente e pazientemente compiendo, si sta rivelando preziosissima: non solo portatrice di ulteriore bellezza e decoro per l’ambiente ma, con graditissima sorpresa, sta aprendo le porte su realtà che ancora non si conoscevano o che, nella migliore delle ipotesi, si conoscevano poco.
Lavorando alla pulitura degli stipiti della porta che introdurrà al bookshop (biglietteria), è venuto alla luce un fregio in marmo di finissima fattura e di epoca decisamente medievale.
La cosa ulteriormente interessante è che il locale in questione fu, all’epoca della presenza dei Francescani, il vano della cappella dedicata a San Bernardino ( 1380-1444 ): il grande Santo francescano, predicatore e riformatore dell’Ordine, che venne a Savona e che lasciò di sé ricordi vivissimi e tracce ancora oggi visibili. Le abbiamo documentate, in precedenti articoli, illustrando il celeberrimo trigramma (IHS) che campeggia ancora oggi, dopo secoli, sugli stipiti di importanti antichi palazzi savonesi: una “sigla” che fu frutto dell’inventiva del Santo per diffondere la devozione al nome di Gesù.
Quante sorprese ci attendono ancora? Staremo a vedere.

La nuova lettera pastorale

E’ pronta la nuova lettera pastorale del nostro Vescovo.
Presto verrà messa in distribuzione.
Un’attenzione particolare sull’essere cristiano e quindi sui temi della iniziazione cristiana.
Cominciare e ricominciare: i verbi della vita“. La vivacità e la vitalità dell’essere cristiano.

Il palazzo dei Canonici 2.

Ecco un’immagine del palazzo dei Canonici quasi completamente liberato dai ponteggi.
Resta ancora una piccola porzione di ponteggio proprio sull’ingresso del palazzo ma, come è possibile vedere, c’è modo di apprezzare e gustare la vista del prospetto che si affaccia su via Manzoni.
Intanto i lavori continuano ininterrottamente all’interno del palazzo.

Restauro chiostro 26.

Agosto è terminato, le ferie pure e i lavori riprendono.
Dopo una meritatissima sosta, gli operai hanno ripreso in questi giorni a lavorare nel chiostro della Cattedrale.

Ci sono ancora molte cose da fare: restauri di affreschi, restauri di statue o comunque di materiali lapidei, completare la pavimentazione in ferro (circa la metà dell’opera), completare alcuni lavori in muratura, predisporre l’impianto di illuminazione, installare il dissuasore anti-piccioni, connettere e rendere funzionali gli scarichi delle acque piovane, sistemare l’aiuola del chiostro, realizzare il “bookshop” (biglietteria e rivendita di oggetti e pubblicazioni riguardanti il chiostro) … e forse anche altre cose che ora sfuggono non solo a chi scrive ma anche a chi lavora, perché problemi possono sempre presentarsi inaspettatamente.
Insomma, una serie di cose ancora impegnative che fanno sorgere, tra le altre, una domanda particolare: quando sarà inaugurato il chiostro restaurato? E’ sempre valida l’ipotesi della metà di Ottobre?
Volete una risposta attendibile?
Per ora non siamo in grado di darvela.
L’intenzione resta quella annunciata ma … Ne parleremo un po’ più avanti.

Restauro chiostro 25.

In un cantico del profeta Daniele (Dn 3), inserito nella Liturgia delle Ore, si esprime la lode di ogni creatura rivolta al proprio Creatore.
Nell’ampio e poetico testo, tra l’altro, si legge: “Benedite creature tutte che germinate sulla terra il Signore”.
Praticamente è un’anteprima del “Cantico delle Creature” di Francesco d’Assisi.
Ecco dunque il perché dell’immagine che pubblichiamo oggi: illustra la vivacità, l’esuberanza della vegetazione che sta invadendo il giardino del chiostro. Una crescita spontanea, incontrollata, selvaggia e … assai poco elegante, comunque provvisoria.

Diciamo che, per ora, il chiostro francescano della nostra Cattedrale sta vivendo una fase “selvaggia” che, a suo modo, rende lode al Signore della vita: un Signore che è creatore esuberante, incontenibile, che non può fare a meno di generare vita in abbondanza.

Restauro chiostro 24

Avendo la possibilità di sostare nel chiostro, anche se ancora in disordine per la presenza del cantiere attivo, c’è modo di apprezzarne la particolare idoneità ad ospitare eventi e intrattenimenti tipicamente teatrali.
Lo spazio disponibile è grande, aperto in ogni direzione e ciò consente di immaginare la collocazione di un palcoscenico in qualunque ambito del chiostro, offrendo al pubblico la sistemazione ideale per godere dell’intrattenimento offerto.

Per palcoscenico non è necessario si debba intendere una struttura sopraelevata e ingombrante: l’area nella quale si può svolgere un’azione teatrale può essere benissimo sul piano stesso del giardino interno o dei corridoi che delimitano l’area.
Di non poco conto è il fatto che si possa immaginare che l’effetto acustico debba essere molto efficace e suggestivo; senza considerare che una sapiente e discreta disposizione di luci di scena può dare le debite sottolineature agli eventi che si potranno ospitare.

Anche questa è una dimensione del chiostro che speriamo di poter sperimentare appena possibile.