Notizie sulle spoglie del Beato

Era dovere, imposto dal Concilio di Trento ai Vescovi, di riconoscere ed approvare la veridicità delle reliquie. Il 22 settembre 1633 il Vescovo di Savona Mons. Francesco Maria Spinola farà, in ossequio alle norme, un’ispezione al corpo del Beato Ottaviano. Il verbale originale di questa visita appare come un atto di ammirazione e di venerazione da parte dell’Ordinario nei confronti di quel Pastore Santo che i Savonesi sentivano vivo in mezzo a loro.I verbali della ricognizione canonica riportano, con ricchezza di particolari, il fatto che il corpo del beato vescovo medievale era conservato in una apposita cassa lignea, chiusa con due chiavi.Aperto il sarcofago, il corpo, a detta dei testimoni, emanava un “soave odore” (dopo 500 anni!). Il fatto fu letto come una espressione di apprezzamento da parte del beato vescovo per essere riportato, nelle sue spoglie mortali, nella chiesa Cattedrale della sua Diocesi, per esserne il santo protettore.

Il Beato Ottaviano: note storiche-biografiche.

Sul lato sinistro della cappella del SS. Sacramento, un urna protetta da una grata, accoglie le spoglie mortali del Beato Ottaviano, rivestite dei paramenti episcopali.
Ottaviano fu vescovo di Savona 1123 al 1133.
Egli era uno di quei “santi indigeni” che avevano preso le mosse dalla riforma gregoriana per realizzare con tutte le proprie energie l’ideale della “vita apostolica”.
In un periodo “in cui i vescovi nel loro insieme non godevano di molta stima”, egli apparve ai savonesi il precursore di un’epoca nuova.
Se la sua castità, la preoccupazione di un’autentica vita comunitaria ed il servizio liturgico avevano fondato la sua fama di santità, la sua sollecita e paterna carità ogni qualvolta epidemie e perturbazioni naturali colpivano la popolazione, lo avvicinarono talmente ai savonesi, da sentire la sua presenza come una garanzia per la loro sopravvivenza e quindi parte integrante della loro stessa storia.

L’organo Mascioni

L’organo Mascioni