Navata centrale

La grandiosa e altissima navata centrale invita il visitatore a rivolgere la propria attenzione al Mistero dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Raffigurata nel catino dell’abside, Maria portata in Cielo dagli angeli, sovrasta fisicamente e spiritualmente la Cattedrale, come ad invitare i visitatori a guardare in alto per scoprire il destino eterno cui l’umanità intera è chiamata: comunione con Dio in Paradiso, accompagnati da Maria, che là ci ha preceduti e ci attende nella pienezza della sua persona, fisica e spirituale.

Catino absidale: l’Assunta

Il mistero dell’Assunzione al Cielo di Maria, in corpo e anima, è il culmine della gloria della Vergine ma è anche l’anticipazione di quel destino glorioso che attende ogni persona che si unisce a Gesù Cristo.Per giungere a questo trionfo di vita e di felicità eterna, occorre compiere un percorso. Anche Maria ha compiuto un suo cammino di fede; un cammino che è raffigurato negli affreschi del soffitto della navata centrale.

Soffitto

Le alte volute degli archi della navata centrale invitano a guardare verso il soffitto, dove sono affrescati i momenti salienti della vita terrena di Maria Vergine.
Un percorso di catechesi pittorica che accompagna il visitatore ad incontrare il mistero dell’Assunzione di Maria. Un invito a guardare in alto, perché alto è il destino dell’Uomo accanto a Dio.
I temi rappresentati negli affreschi del soffitto sono in parte tratti dalla Sacra Scrittura e in parte dalla tradizione apocrifa.

Natività di Maria

La fonte prima che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo, secondo il quale Maria nacque a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna.
La nascita di Maria traccia un raggio di luce sottile e penetrante nella storia dell’Umanità; un raggio che si allargherà fino a illuminare l’universo. Attraverso Colei che è stata concepita senza peccato originale, ritorna sulla scena del mondo il progetto originario di Dio: l’Umanità creata a Sua immagine e somiglianza, senza alcuna traccia di peccato, in perfetta comunione con il proprio Creatore.  Maria esprime in pienezza il mistero della vita umana pensata, amata, voluta da Dio per un’esistenza e un destino di bellezza e felicità perfetta ed eterna, che per Maria culmina nella sua Assunzione in Cielo in corpo e anima.
La nascita di Maria segna l’inizio della Redenzione attraverso l’Incarnazione del Verbo di Dio; mistero al quale Maria è associata fin dal suo concepimento.

Presentazione di Maria

Il fatto della presentazione di Maria al tempio, com’è noto, non è narrato in nessuno dei testi sacri, mentre viene proposto con abbondanza di particolari dagli apocrifi (in particolare il Protovangelo di Giacomo), cioè da quegli scritti molto antichi e per tanti aspetti analoghi ai libri della Bibbia, che tuttavia la Chiesa ha sempre rifiutato di considerare come ispirati da Dio e quindi come Sacra Scrittura.
La “Presentazione al tempio” che il Vangelo di San Luca ci racconta è quella di Gesù; un gesto rituale che la legge mosaica prescriveva per tutti i figli primogeniti maschi di Israele.
Il tema della ”presentazione di Maria” non ha nulla a che fare con questo gesto ma sta a significare, secondo la tradizione apocrifa, la consacrazione totale di Maria alla volontà di Dio fin dall’inizio della propria vita.

Nozze di Giuseppe e Maria

Il Vangelo di San Luca ci dice che Maria era “sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe”. Il dipinto che raffigura le nozze di Maria trae dunque fondamento da questa citazione biblica e, nella libertà espressiva che appartiene alla pittura e all’arte in genere, l’autore ci offre un modo solenne per guardare a questo incontro di amore generoso e fedele che Maria condivide con Giuseppe, consacrati nella dignità del matrimonio.
E’ sulla base di un amore umano autentico, scelto e vissuto con fedeltà, che si inserisce il mistero della vita divina e della Salvezza che Dio offre all’Umanità.

“Dormitio Mariae”

Quasi per un senso di rispetto e di venerazione verso Maria, si usa l’espressione latina “dormitio” e non il termine morte per indicare la conclusione della sua vita terrena. Si preferisce parlare di “addormentamento” o “dormizione”, perché la fede professata nella Chiesa Cattolica insegna che Maria, lasciato questo mondo terreno, è stata Assunta in Cielo nella completezza della sua persona, fisica e spirituale senza conoscere l’umiliazione della corruzione del corpo dopo la morte.
La Costituzione apostolica “Munificentissimus Deus”, di papa Pio XII, (1° Novembre 1950) proclama in modo irrevocabile il dogma dell’Assunzione senza specificare se la Madonna sia morta o meno. Così scrive il Papa: “L’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.”
Il documento non sostiene la morte o la non morte ma si limita ad affermare: “terminato il corso della vita terrena” in qualunque modo ciò sia avvenuto, ossia con la morte o senza la morte.
Va comunque sottolineato che nella stessa Costituzione apostolica, il Papa Pio XII fa continuo riferimento alla morte di Maria come una credenza universale dei fedeli, della Liturgia, dei Padri della Chiesa, dei teologi e dell’iconografia cattolica.
A Maria, madre del Figlio di Dio, è stato riservato un privilegio particolare, con il quale si annuncia che il destino dell’uomo è sempre stato concepito da Dio come un destino di vita, dove la morte, con i suoi caratteri di sofferenza e di umiliazione, non trova posto.
Questo dipinto si trova sopra il presbiterio ed è l’immagine più prossima a quella di Maria Assunta dipinta nel catino absidale: come a dire che Maria si addormenta per salire alla gloria del Paradiso insieme agli angeli che la accompagnano solennemente.

Annunciazione

Dal Vangelo di San Luca riceviamo il messaggio dei messaggi: l’Angelo Gabriele annuncia a Maria che diventerà madre del Figlio di Dio (cfr. Lc. 1, 26 ss.).
Un tema biblico rappresentato da moltissimi grandi artisti; il momento in cui Dio entra nella storia dell’Umanità incarnandosi nel grembo di una donna.
E’ un evento sconvolgente, che sconvolge l’ordine naturale delle cose ma che si propone con una delicatezza infinita, alla quale Maria non oppone alcuna resistenza. Anzi: offre tutta la propria piena disponibilità a fare ciò che Dio le chiede. E’ il tema raffigurato nel soffitto del transetto di destra.

Visitazione

Ancora un tema biblico (cfr. Lc. 1, 39 ss.), quello della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Maria, cha ha appena ricevuto dall’Angelo Gabriele l’annuncio del concepimento di Gesù e anche la notizia che l’anziana cugina Elisabetta è incinta per grazia di Dio, si reca prontamente dalla parente anziana per aiutarla e assisterla.
Si tratta del gesto di carità di una giovane donna che non si inorgoglisce, che non si insuperbisce per i doni ricevuti da Dio ma, anzi, si mette subito a disposizione per servire il suo prossimo.
La visita di Maria al Elisabetta dice, con la concretezza dei gesti, qual è il modo giusto per vivere i grandi doni di Dio: il modo perfetto per esprimere la dignità di chi è visitato da Dio é mettersi al servizio degli altri. (Gesù laverà i piedi dei suoi discepoli prima di consumare la Cena Pasquale).

Cupola dal basso

Nel centro del transetto, sotto la cupola, il soffitto propone le immagini di quattro grandi profeti, disposti ciascuno in un angolo della struttura, quasi a significare il loro ruolo di fondamenta del cuore della Cattedrale: sono i portatori della Parola eterna di Dio, annunciatori dei grandi misteri sui quali si fonda la fede della Chiesa.
Isaia è il profeta che annuncia: “Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is. 7, 14).
Un forte e chiaro riferimento a Maria, la Vergine che dà alla luce il Figlio di Dio.
Baruch propone una magnifica riflessione-lode sulla Sapienza. Esorta il Popolo di Israele a considerare quale straordinario privilegio Dio gli ha concesso donandogli la Sua Sapienza (cfr. Ba. 3, 37-38. 4,1). E’ l’annuncio della venuta di Gesù nel mondo, la Sapienza eterna del Padre che pone la sua dimora tra gli uomini. Maria è per eccellenza la “sede della sapienza”: lei ha accolto la Sapienza prima con la fede e poi con il proprio corpo.
Gioele é considerato il profeta della Pentecoste.
Nel giorno di Pentecoste San Pietro apostolo proclama l’effusione dello Spirito, citando la profezia di Gioele: profezia che si compie proprio con la discesa dello Spirito Santo e con i prodigi che l’accompagnano e la seguono (cfr. Att. 2, 16-21).
Anche Maria, insieme agli Apostoli, riceve il dono dello Spirito Santo il quale, però, ha già operato in lei nel mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio.
Osea è il primo dei profeti che si è permesso di fare dell’amore coniugale il simbolo dell’amore di Dio verso Israele, suo popolo.
Osea giunge a questo simbolismo riflettendo sulla propria esperienza personale, quella di un matrimonio infelice, di un amore tradito.
Attraverso questa riflessione, Osea comprende la missione che Dio gli affida: essere cantore e interprete dell’amore nuziale tra Dio e Israele: l’amore tenero e misericordioso di Dio, che è perennemente, instancabilmente fedele. Quell’amore che Dio dona all’Umanità nella persona di Gesù, passando attraverso la Vergine Maria.