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Coro ligneo

Il coro ligneo dell’antica Cattedrale di S. Maria Assunta al Priamar fu commissionato il 30/1/1500 dai Massari della chiesa ai due maestri intagliatori Anselmo de’ Fornari da Castelnuovo Scrivia (1470 ca. – a Genova fino al 1521) ed Elia de’ Rocchi da Pavia (? – a Genova fino al 1523).
Il cardinale Giuliano Della Rovere, futuro papa Giulio II, e all’epoca vescovo di Savona (tenne la Diocesi dall’Aprile 1499 al gennaio 1502 e di nuovo dall’Agosto 1503, all’Ottobre successivo, quando fu eletto papa), era presente all’atto.
E’ probabile che il vero promotore del progetto sia stato proprio il Della Rovere, che lo finanziò in egual misura del Comune di Savona, per una spesa complessiva di 1.132 ducati d’oro.
Il momento storico era particolarmente favorevole alla città di Savona.
Egli poteva così procedere con particolare ambizione nel suo ruolo di mecenate artistico della città e in particolare della cattedrale sul Priamar, di cui si stavano completando in quegli anni le decorazioni e gli arredi interni.
Il Della Rovere affronta, con la realizzazione del coro ligneo, l’impresa di gran lunga più impegnativa, lunga e costosa fra quelle che lo coinvolsero per l’abbellimento della Cattedrale di S. Maria Assunta.
Da contratto, esso doveva concludersi entro quattro anni ma egli morì, papa, nel 1513, senza averlo potuto vedere terminato.

Nell’atto di commissione del lavoro si stabiliva che il coro savonese doveva comprendere 38 stalli, ossia 19 su ciascuno dei due lati e riprodurre fedelmente nella scelta dei legni, nelle dimensioni e nella fattura, nei risultati estetici, quello della Certosa di Pavia, comprese le figure intarsiate nei dossali con i loro attributi iconografici.
Il coro di Savona é a doppio ordine (per i canonici e i cappellani), mentre quello di Pavia a uno solo (per i monaci certosini) ma le analogie previste dal documento savonese che commissionava l’opera furono, in linea di massima, rispettate.

L’originaria configurazione del manufatto savonese si é oggi perduta a seguito dell’abbandono (1543) della cattedrale sul Priamar, in vista della sua demolizione.
Il coro fu smontato e trasferito in sedi provvisorie, infine ricollocato nel 1603 nell’abside della attuale Cattedrale di Savona.
Qui esso fu adattato al profilo semicircolare dell’abside, ribaltato rispetto a prima ed assunse il nuovo andamento a U rovesciata che tuttora conserva.
Nel nuovo adattamento, furono sacrificati due stalli: il primo ordine ne conta attualmente 37 anziché 38, il secondo 21 anziché 22.
Al centro vi é uno stallo più grande e sopraelevato, forse la vecchia cattedra vescovile, la cui spalliera è decorata da una tarsia con il Redentore.
Ai suoi lati, si dipartono le due ali di 18 stalli ciascuna, i cui dossali principali riproducono, secondo una rispondenza simmetrica destra-sinistra, la Madonna con Sisto IV (a destra) e la Madonna con Giulio II (a sinistra), quindi gli Apostoli, gli Evangelisti, Santi Martiri, Dottori della Chiesa, Santi monaci e Sante Martiri.

Anche il leggio, con il sottostante bancone a sportelli, fa parte dell’originario complesso del coro, mentre la cattedra vescovile fu certo realizzata agli inizi del Seicento, al momento della sistemazione del coro nella nuova cattedrale di S. Maria Assunta, utilizzando per lo schienale un preesistente dossale con Maria Maddalena.

La presenza della firma di Anselmo de Fornari in due tarsie all’estremità del coro autorizza a pensare che egli sia stato il maestro principale dell’opera.
All’epoca, il maestro doveva avere poco più di venticinque anni di età.
A lui si affiancarono naturalmente altri collaboratori.

Bibliografia:
AA.VV., cura di Giovanna Rotondi Terminiello, “UN’ISOLA DI DEVOZIONE A SAVONA, il complesso monumentale della cattedrale dell’Assunta”, Marco Sabatelli Editore, Savona, 2002.