Il trigramma di San Bernardino - Andrea Mantegna

IHS: il trigramma di S. Bernardino

Da acuto psicologo della comunicazione quale si è rivelato, San Bernardino studiò un modo semplice ed efficace per far sì che la sua predicazione non venisse dimenticata facilmente: egli la sintetizzò nella devozione al Nome di Gesù.
Per fare questo inventò un simbolo dai colori vivaci (oggi diremmo un “logo”), che veniva collocato in tutti i locali pubblici e privati, sostituendo blasoni e stemmi delle famiglie e delle varie corporazioni spesso in lotta tra loro.
Il “trigramma” del nome di Gesù divenne così un emblema celebre e diffuso in ogni luogo in cui Bernardino e i suoi discepoli avevano predicato e soggiornato.
Particolare evidenza ha l’enorme e imponente trigramma che campeggia sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena.
A volte il trigramma spiccava sugli stendardi che precedevano Bernardino, quando arrivava in una nuova città per predicare.
Figurava inoltre sulle tavolette di legno che il Santo appoggiava sull’altare dove celebrava la Messa, prima dell’attesa omelia. Poi, in chiusura della Messa, con la tavoletta benediceva i fedeli.

Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso e per questa ragione è considerato patrono dei pubblicitari.
Il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro; nel centro del sole vi sono le lettere IHS che sono le prime tre del nome Gesù in greco. Ma si sono date anche altre spiegazioni, come l’abbreviazione di “In Hoc Signo (vinces)”, il motto di Costantino; oppure di “Iesus Hominum Salvator”.
Ad ogni elemento del simbolo, Bernardino applicò un significato; il sole centrale è chiara allusione a Cristo che dà la vita come fa il sole e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità.
Il calore del sole è diffuso dai raggi, ed ecco allora i dodici raggi serpeggianti cioè i dodici Apostoli.
Bernardino allungò anche l’asta sinistra dell’H, tagliandola in alto per farne una croce, in alcuni casi la croce è poggiata sulla linea mediana dell’H.
Tutto il simbolo è circondato da una cerchia esterna con le parole in latino tratte dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, sia degli esseri celesti, che dei terrestri e degli inferi”.

Il trigramma ebbe un gran successo, diffondendosi in tutta Europa. Anche Santa Giovanna d’Arco volle ricamarlo sul suo stendardo e più tardi fu adottato anche dai Gesuiti.
Diceva s. Bernardino: “Questa è mia intenzione, di rinnovare e chiarificare il nome di Gesù, come fu nella primitiva Chiesa”, spiegando che, mentre la croce evocava la Passione di Cristo, il suo nome rammentava ogni aspetto della sua vita, la povertà del presepio, la modesta bottega di falegname, la penitenza nel deserto, i miracoli della carità divina, la sofferenza sul Calvario, il trionfo della Resurrezione e dell’Ascensione.
La novità introdotta da San Bernardino fu quella di offrire, come oggetto di devozione, le iniziali del nome di Gesù, attorniato da efficaci simbolismi, secondo il gusto dell’epoca, amante di stemmi, armi, simboli.
L’uso del trigramma, tuttavia, gli procurò accuse di eresie e idolatria, specie da parte degli Agostiniani e dei Domenicani.
Bernardino subì ben tre processi, nel 1426, 1431, e 1438, durante i quali poté dimostrare la sua limpida ortodossia, venendo ogni volta assolto con il favore speciale di papa Eugenio IV, che lo definì “il più illustre predicatore e il più irreprensibile maestro, fra tutti quelli che al presente evangelizzano i popoli, in Italia e fuori”.

L’immagine che è qui riportata si riferisce all’opera di Andrea Mantegna (1431- 1506) intitolata “Antonio de Padova e Bernardino da Siena presentano il monogramma di Cristo: affresco del 1452, realizzato su un portale della basilica di S. Antonio di Padova, a Padova.