Vescovo-e-crocifisso-w

Lettera pastorale 19.

La terza parte della lettera pastorale si intitola “Un filo da ritrovare”, con esplicito riferimento al titolo della lettera stessa (“Cominciando da Gerusalemme per ritrovare il filo della fede”).
Mons. Vescovo scrive: “L’incontro col Risorto fa uscire la prima Chiesa dal cenacolo e la mette in cammino: è l’avventura della fede, che i discepoli di Gesù sono chiamati a vivere di generazione in generazione, “ritrovandone il filo”: la freschezza, il dinamismo, la profondità …”.

Con il termine “avventura” il Vescovo sembra indicarci che l’esperienza di fede non è una cosa acquisita una volta per tutte e che tanto meno è una cosa noiosa, priva di imprevisti, di emozioni, di scoperte e di conquiste.
Il termine “avventura”, etimologicamente, indica l’andare verso il futuro.
Deriva dal latino “adventura”: ad (verso); ventura (le cose che debbono avvenire, ciò che accadrà).
Avventura è tutto ciò che ci proietta in avanti, verso il futuro, verso qualcosa di ancora ignoto o anche di solo parzialmente noto: qualcosa che deve essere cercato, scoperto, conosciuto più a fondo e apprezzato; oppure riscoperto, approfondito nella conoscenza e nel piacere di averlo.
L’avventura è una esperienza dinamica ed emozionante, che nulla ha a che vedere con l’atteggiamento passivo e apatico di chi crede di avere già conseguito la meta e se ne resta inerte, privo di qualunque stimolo.
Se vogliamo riferirci all’esperienza di fede degli Apostoli e della Chiesa apostolica, basta leggere gli “Atti degli apostoli”, per scoprire come la loro vita di fede (e quella della prima Chiesa) sia stata una vera e propria avventura: estremamente dinamica, aperta al mondo e creatrice di novità, perché portatrice della novità del Vangelo di Gesù. Scopritrice di nuovi modi di esistere, di concepire l’esistenza e di offrire l’annuncio del Vangelo.

L’avventura della fede dei discepoli di Gesù, di generazione in generazione, è una continua ricerca di freschezza, dinamismo e profondità. Mentre annunciano Cristo, lo scoprono sempre di più, anche con sorprese destabilizzanti, che mettono in crisi il loro “vecchio” modo di concepire la Salvezza.