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Lettera pastorale 20.

Freschezza, dinamismo e profondità” sono alcune delle caratteristiche che Mons. Vescovo elenca, a titolo non esaustivo, per descrivere i contenuti di questa “avventura della fede” alla quale la Chiesa è chiamata dal Vangelo.
Osserviamole da vicino.

Il termine “freschezza” evoca immediatamente una caratteristica molto accattivante, gradevole, espressione di vita e del buon sapore della vita di fede.
E’ immediatamente comprensibile che sia più gradevole il pane fresco che il pane raffermo; è assai più piacevole l’aria fresca di una bella mattinata di primavera piuttosto che l’aria stantìa della notte, che impregna e rende soffocante la nostra camera da letto. E gli esempi si possono moltiplicare all’infinito, perché è esperienza di tutti che la novità, sia pure nella sua semplicità, è assai più desiderabile e gradevole del vecchiume, dell’asfittico, del consunto.

Anche l’esperienza di fede può portarci a sperimentare queste caratteristiche negative, quando ci chiudiamo nelle nostre miopi comprensioni del Mistero e della realtà in cui viviamo; quando ci chiudiamo nella cappa soffocante dei nostri pregiudizi e della presunzione di avere già capito e conquistato Dio, piuttosto che conservare in noi il desiderio di conoscerlo nella Sua infinita e fantasiosa libertà di manifestarsi.
L’esperienza di fede, l’avventura della fede, è una continua proiezione verso un’esperienza fresca e ossigenante per l’anima: è la capacità di aprire ogni giorno la finestra della nostra camera per fare entrare l’aria nuova, fresca, pulita e tonificante della presenza di Dio che si offre a noi.

Aprire la finestra per fare entrare, non per imprigionare il dono di Dio.
Lui è più grande della nostra camera e non vi può essere imprigionato, esaurito. Per nostra fortuna Lui entra, pervade, sana il clima della nostra esistenza ma non si esaurisce nella nostra capacità di accoglierlo e comprenderlo.
E poi, cosa di non poco conto, ogni giorno ci chiede di aprire la nostra finestra: sta alla finestra ( = porta) e bussa. Sa benissimo che, nel corso della nostra giornata (che spesso è una notte lunga e buia) l’aria si appesantisce a causa delle nostre miserie, delle nostre sofferenze, dei nostri peccati. E’ pronto ad entrare sempre nella nostra camera, non solo al mattino!
Ogni momento della nostra vita è buono per arieggiare, con la freschezza della Grazia, il nostro cuore, che è la nostra camera.