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Lettera pastorale 21.

L’avventura della fede è intrisa di “dinamismo”. Potremmo dire anche “dinamicità”, per non rischiare di pensare a questa caratteristica come ad una realtà fine a se stessa: come se si trattasse di un bisogno compulsivo, frenetico di movimento, di attivismo che trova soddisfazione in uno sterile ripiegamento su se stesso.
La vivacità dinamica della fede è una caratteristica assolutamente positiva: essa dice la presenza dinamica, vivace, incontenibile della Grazia di Dio che ci è donata.
Dio è vita e la vita è movimento.
Tutti i doni di Dio trasmettono e regalano vita; tra questi doni c’è la fede.
Essa anima, mobilita l’esistenza e, in coloro che si lasciano guidare da lei, produce effetti sorprendenti per il bene di tutti.

Uno sguardo, sia pure fugace, alla Sacra Scrittura ci mostra la dinamicità di Dio che crea l’universo, che scende in campo attivamente per liberare Israele dalla triste condizione di schiavitù in Egitto; ci mostra un Dio dinamico che, per amore dell’Umanità, si fa uomo Lui stesso, si muove incontro a noi.
Il Vangelo di San Luca, in modo particolare, evidenzia nella sua costruzione teologica e letteraria come la vita terrena di Gesù sia un cammino continuo verso Gerusalemme, verso il dono totale di sé per amore dell’Umanità.
E guardiamo a Maria, la madre del Signore, che, appena ricevuto l’annuncio dell’Angelo, parte per un lungo e impegnativo viaggio per raggiungere la cugina Elisabetta, facendosi portatrice di una gioia incontenibile.
Si potrebbero moltiplicare le citazioni ma sarebbe sufficiente, anche solo da un punto di vista letterario (oserei dire anche teatrale), osservare come i Vangeli ci presentino la forza dinamica, inarrestabile di Gesù che, con la potenza della sua vita divina incarnata, trascina dietro di sé non solo alcune persone ma tutta la Storia; un vortice irresistibile a cui nulla può sfuggire.
L’avventura della fede è, dunque, un’esperienza dinamica che rifugge da ogni staticità e immobilismo.