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Lettera pastorale 32.

Quale sarà l’impegno concreto della Diocesi nel “cantiere famiglia”, in linea con la dimensione umana e umanizzante della fede?
In chiusura di questo capitolo della sua lettera pastorale, Mons. Vescovo elenca una serie di priorità alle quali dare pronta e concreta attenzione.

Qui elenco soltanto alcuni lavori da portare avanti, nei prossimi anni, nel cantiere-famiglia:
– annuncio coraggioso del vangelo del matrimonio e della sua dimensione vocazionale;
– percorsi di preparazione al matrimonio e vicinanza agli sposi nei primi anni di matrimonio;
– approccio pastorale alle convivenze, al matrimonio solo civile e ad altre forme di unione stabile;
– maggiore valorizzazione da parte della Diocesi del Consultorio familiare promosso dal CIF;
– accompagnamento delle persone separate nella verifica della eventuale nullità del loro matrimonio;
– percorso (a mio parere a dimensione diocesana) per l’eventuale riammissione alla comunione eucaristica dei divorziati risposati”.

Circa l’ultimo punto, Mons. Vescovo suggerisce (in nota) un rinvio importante ai contenuti offerti alla nostra Diocesi da Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena – Nantola, lo scorso 31 Marzo 2017: contenuti da lui raccolti, in forma organica, nella lettera pastorale “E’ il Signore che costruisce la casa” scritta per la propria Diocesi.

Siamo di fronte ad un lavoro articolato e impegnativo, rivolto ad aspetti e problematiche molto concrete per la famiglia del nostro tempo.
Si tratta di un elenco non esaustivo, poiché molte altre questioni richiedono urgentemente l’impegno pastorale della Chiesa per e con la famiglia.
Certamente si tratta di un ambito di attività che, nel pensiero del Vescovo, richiede quanto meno una linea di precedenza.