Lettera-Pastorale-1w

Lettera pastorale 34.

L’uomo si abbandona tutto a Dio liberamente, prestando il pieno ossequio dell’intelletto e della volontà a Dio che rivela e assentendo volontariamente alla rivelazione data da lui»” (DV 5).
L’esperienza di fede è abbandono totale dell’uomo a Dio. Un abbandono che coinvolge le massime forze (“potenze”, come direbbe S. Teresa d’Avila) della natura umana: l’intelletto e la volontà.
Inoltre è un abbandono libero, non vincolato da alcuna forma di costrizione.
Intelletto, volontà e libertà sono le dimensioni dell’essere che qualificano l’uomo come creatura diversa da tutte le altre: l’unica creatura che è immagine e somiglianza di Dio.
L’esperienza di fede chiama in causa e coinvolge queste tre dimensioni, che consentono all’uomo di esprimere la sua massima e perfetta dignità di figlio di Dio.
L’intelletto permette di conoscere Dio, di incontrarlo e accoglierlo; di riconoscere la sua presenza e la sua azione continua a favore di ogni uomo.
La volontà è la potenza che determina l’uomo all’azione in modo autonomo, personale; una determinazione ad agire secondo quanto l’intelletto manifesta e suggerisce. E’ come una bussola che orienta la navigazione e definisce la rotta da seguire.
La libertà è la condizione nella quale e solo nella quale si può compiere un atto veramente umano, perché non costretto, non forzato: espressione piena della dignità di una persona e non di un burattino.
Con queste tre caratteristiche della natura umana, che sono opera e doni di Dio, l’uomo può assentire volontariamente alla rivelazione che Dio fa di se stesso.

Dio rivela se stesso all’uomo non per imporsi a lui con la forza irresistibile della sua onnipotenza, ma per farsi accogliere liberamente. Dio è amore: con amore e per amore desidera essere accolto. Non certo per paura, né per convenienza.
Con questa rivelazione infatti Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé” (DV 2).
La fede apre la strada alla comunione eterna e gioiosa con Dio.