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Lettera pastorale 45.

Questo ritrovamento del vangelo non ci allontanerà dal mondo”.
Con questa espressione Mons. Vescovo conclude la sua riflessione sulla semplicità della fede, sottolineando che soltanto nel Vangelo di Gesù Cristo ci è dato trovare non solo la verità che ci rende liberi ma anche un legame effettivo, profondo, significante e operoso con la realtà del mondo in cui viviamo.

Troppo spesso, forse anche a causa di una predicazione male impostata, si è pensato al Vangelo e quindi a Gesù come ad un’alienazione dal mondo: una specie di propulsore che ci proietta nell’esperienza di una vita religiosa disincarnata, contraddicendo così il mistero stesso della nostra salvezza, che è il mistero dell’Incarnazione di Gesù Cristo.

La fede è stata e forse è ancora oggi troppo spesso pensata e vissuta come un anestetico che sospende il nostro rapporto col mondo.
Invece di aiutarci a vivere la realtà quotidiana come il luogo in cui si incarna la Salvezza e dove, quindi, sviluppare un vero e serio impegno di responsabilità, ci distrae e ci porta altrove, in una dimensione futura, ovattata, desiderabile ma senza relazione con la realtà presente.

Talvolta si pensa all’esperienza di fede e alla religione in generale come ad un accessorio importante al quale fare ricorso ogni tanto per darsi un po’ di sollievo, mettendo da parte la realtà, le esperienze, le relazioni, le responsabilità del mondo in cui viviamo.
Il Vangelo, la bella notizia per eccellenza, invece, è che il Figlio di Dio si è fatto uomo: ha vissuto su questa Terra, ha fatto esperienze molto concrete e semplici che appartengono alla vita di ogni uomo; ha gioito e sofferto, è morto ed è risorto qui in mezzo a noi e ci ha garantito che sarà con noi sino alla fine del mondo.
Ci ha comandato di portare questo annuncio fino ai confini della terra, non in un mondo fantastico, asettico, apatico rispetto alle dimensioni dell’esistenza terrena.

Gesù è il Dio con noi (l’Emmanuele), non un Dio lontano e non un Dio del futuro. E’ il Dio del presente, del nostro presente: è con noi da oggi per sempre e il nostro oggi è fatto di tutte le realtà di questo mondo (anche la minestra da preparare ogni giorno!).
Ecco perché l’adesione al Vangelo ci ottiene un autentico e significativo legame con la realtà e dona pieno significato alla vita presente dell’uomo, in ogni suo aspetto e momento.
Il Vangelo (Gesù Cristo) non ci allontana dal mondo ma ce lo fa trovare e comprendere nel modo più completo e profondo.
Se ci allontana da qualcosa, questo qualcosa è soltanto il peccato: l’unica cosa dalla quale è essenziale allontanarci, presto e per sempre.