Ecclesialità

Lettera pastorale 83.

La Chiesa di Dio che è in Savona è abitata da molti carismi e ministeri, per i quali ringrazio il Signore. Penso alle aggregazioni laicali (Azione Cattolica, Confraternite, AGESCI e tante altre), alla vita consacrata femminile e maschile. Penso anche alla preziosità della nostra presenza missionaria a Cuba: dovremo insieme capire come potrà continuare, dopo il rientro in Diocesi di Don Michele. Ma penso anche che i tempi nuovi e complessi (e bellissimi!) ci chiedano il coraggio del sogno”.
Così afferma Mons. Vescovo, mettendo in evidenza due elementi molto importanti: da una parte la constatazione che la nostra Chiesa diocesana è ricca di doni provenienti dallo Spirito Santo (carismi e ministeri); dall’altra, la necessità di saper sognare per proiettarsi verso il futuro.
Sognare indica il desiderio fantasioso e creativo di trovare nuove forme, sempre più adeguate ai tempi, per esprimere la fede e comunicarla; ciò valendosi dei doni che già esprimono la vitalità della Diocesi, tenendo presente che l’elenco fatto dal Vescovo è puramente esemplificativo e non certamente esaustivo.

Conclude questo paragrafo citando alcune espressioni del teologo G. Zanchi: “Mi chiedo se questo non sia il tempo per pensare diversamente e immaginare altro (…) Immaginazione che ci consentirebbe di dare figura reale e autorevolezza concreta alla presenza dei laici nella Chiesa (…)Il Vangelo come forma dell’ordinaria umanità di tutti, non della eccezionale religiosità di ciascuno. La testimonianza cristiana ha un futuro degno del Vangelo, che cerca di custodire soltanto se troverà di nuovo il modo di renderlo la forma della vita comune a tutti”.