Ecclesialità

Lettera pastorale 84.

Mons. Vescovo cita una importante affermazione di Papa Francesco (17/10/2015): “Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio” che trova le sue profonde radici in una espressione di San Giovanni Crisostomo: “Chiesa è il nome del convenire e del camminare insieme”.

Su una base così solida e piena di vitalità, Mons. Vescovo fonda una proposta operativa per l’immediato futuro (una realtà che, al momento in cui scriviamo, è già in atto da Gennaio 2018): “La proposta è di avviare, con l’inizio del 2018, un’avventura sinodale dal basso che riprenda nel modo più inclusivo possibile l’esperienza dei tavoli di lavoro vissuta al Convegno ecclesiale di Firenze (del 2015)”. Prosegue: “Penso a tavoli territoriali nelle case. Chi partecipa si impegna per un cammino che comporterà un incontro mensile (per 4 mesi), e probabilmente un’assemblea plenaria alla fine. Ogni tavolo (da 10 persone) approfondirà un verbo. I verbali di ogni incontro aiuteranno a non disperdere la ricchezza degli interventi di ciascuno. Spero che riusciremo a costituire tantissimi tavoli! Ma non spaventatevi: è più facile (e bello) fare l’esperienza, che spiegarla. I dettagli operativi saranno offerti in seguito.
Se Dio vorrà, e se ci sembrerà bene, il lavoro dei tavoli potrebbe confluire nella celebrazione di un Sinodo canonico, nel 2019”.

Tutto ciò sulla base del convincimento che “Con quell’evento (Il Convegno di Firenze) è accaduto qualcosa di potenzialmente molto promettente per la Chiesa italiana … Uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare: sono le cinque vie promettenti che Firenze ha indicato per realizzare anche in Italia il “sogno” di Papa Francesco di una Chiesa amica di ciò che è umano, perché fedele al suo Signore fatto uomo. Chi ha paura di lasciarsi guidare dallo Spirito a percorrere quelle strade, con il coraggio di guidare la trasformazione, anziché limitarsi a difendere la conservazione?” (D. Albarello).