Testimonianza w

Lettera pastorale 85.

Il settimo paragrafo, che conclude il grande terzo capitolo della lettera pastorale, tratta il tema della testimonianza della fede.
La fede, come la vita, si rafforza donandola. Una vita trattenuta è una vita perduta, una vita donata è invece pienamente ritrovata. E’ un po’ come il boomerang: solo se lo getti ti ritorna indietro. Sta qui il tema decisivo della trasmissione della fede alle nuove generazioni”.
Con queste parole Mons. Vescovo annuncia in modo sintetico due punti chiave della sua riflessione: la necessità che la fede si comunichi per non morire in se stessa e l’urgenza di comunicarla alle nuove generazioni.

Le immagini utilizzate per descrivere la dinamicità tipica della fede sono due: la trasmissione della vita e il lancio del boomerang.
E’ evidente, dall’osservazione della natura, che la vita è di per se stessa diffusiva, espansiva: ha in sé la necessità e la forza di estendersi per potere esprimere la propria bellezza e per continuare ad essere.
L’immagine del boomerang, che solitamente usiamo per indicare qualcosa di non proprio positivo che si ritorce contro di noi, viene qui utilizzata in modo decisamente positivo.
Il boomerang, per sua concezione tecnica e costruzione, è fatto per tornare al suo lanciatore: è questa la sua natura e la sua funzione (perfino geniale).
Un boomerang che non ritorna non è un boomerang: è un pezzo di legno storto, equivalente ad un qualunque bastone buttato in aria (che ricade a terra senza effetti).
Ecco quindi il significato simbolico: una cosa, un valore spirituale ha senso e una sua funzione soltanto quando rispetta e realizza perfettamente lo scopo per cui è stato concepito ed esiste.

La fede è per sua natura, per volontà di Gesù Cristo, un bene che non è fatto per essere conservato sotto chiave o in formalina, bensì per essere trasmesso, comunicato, lanciato nel mondo per produrre frutti di salvezza.