Testimonianza w

Lettera pastorale 86.

Interrogandoci su come, a livello personale ed ecclesiale, abbiamo sviluppato questa dimensione di testimonianza della fede, ci imbattiamo facilmente e con tutta evidenza in mancanze, difetti, inadempienze che Mons. Vescovo descrive con queste parole: “Siamo noi adulti che abbiamo da troppi anni rinunciato a testimoniare “con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza” (I Pt 3,16) la ragione della speranza che ci abita. E certo sentiamo lontana la passione che emerge dall’incipit della Prima lettera di Giovanni: “quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita … noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena” (I Gv 1,1.3-4).

E’ un esame di coscienza severo ma realistico.
Di fronte alla realtà di un mondo, soprattutto quello giovanile, sempre più distante dall’esperienza di fede e, ancor più, dall’esperienza di Chiesa risulta corretto diagnosticare che tale stato di cose dipende, in principale misura, da una inadeguata testimonianza, credibile e appetibile, della fede vissuta dagli adulti; soprattutto da coloro che sono chiamati ad essere educatori dei più giovani.

Mons. Vescovo sottolinea la mancanza di passione, cioè di quell’entusiasmo che la prima lettera di San Giovanni apostolo ci fa respirare e che è elemento pregnante dell’esperienza apostolica.
Gli apostoli, illuminati dallo Spirito Santo, avevano in sé la gioia, l’entusiasmo, direi quasi la frenesia incontenibile di annunciare Gesù Cristo.
Non erano piagnoni malinconici e cupi incaricati di fare qualche proclama, con volti compunti e formalismi ritualistici, bensì persone entusiaste, felici di avere conosciuto Gesù e quindi mosse profondamente dal desiderio che altri lo potessero conoscere e quindi sperimentare la stessa gioia insieme a loro: una gioia piena, condivisa, alimentata da quella gioia che qualifica il profondo rapporto di amore che unisce le persone della SS. Trinità.