Testimonianza w

Lettera pastorale 89.

Il credente, però, dove rispetto anche al Messaggio che porta, cioè il Vangelo di Gesù Cristo, anzi: Gesù stesso.
La fede e la sua testimonianza devono partire da una accoglienza autentica del Vangelo, non da una lettura personalistica, soggettivista, deformante, creata a propria immagine e somiglianza.
Il credente non deve mai cadere nel terribile errore di creare e annunciare un Dio fatto a propria immagine e somiglianza.
E’ l’uomo ad essere stato creato a immagine e somiglianza di Dio e non il contrario. Il contrario porta ad aberrazioni pagane e disumane, assolutizzando, divinizzando l’uomo ed il suo pensiero con una superbia diabolica.

Basta ricordare che il peccato originale è proprio espressione di questa superbia: prendere e mangiare il frutto dell’albero del bene e del male significa che l’uomo rivendica per sé il potere di decidere cosa è bene e cosa è male, non riconoscendo a Dio la capacità e l’autorità sovrana, perfetta di indicare cosa è veramente bene per l’Uomo.
La mancanza di rispetto per il dono che Dio ci fa (la fede, appunto) porta a calpestare la dignità altrui ed anche la propria: dignità di figli di Dio, creati liberi e amati sempre da Lui.