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Lunetta dell’Assunzione

Il monumentale rilievo a forma di lunetta ad arco acuto é attualmente collocato nella attuale Cattedrale, sopra la porta laterale della navata sinistra.
La composizione è racchiusa entro una cornice decorata, al centro, da un fregio festonato con tralci di vite e grappoli d’uva che, sulla destra, appare lacunoso; il bordo esterno, forse non completamente originale, reca, nella parte superiore, un’iscrizione frammentaria in gotica epigrafica allungata che recita ..]em+beate virginis marie [….] [temp]ore MC[CC..].
La Vergine, avvolta in un manto bordato d’oro, é assisa entro una mandorla portata in volo da sei angeli e contornata da un fregio con motivi fitomorfi; il suo sguardo é fisso, il viso un poco squadrato, il profilo degli occhi allungato e la bocca sottile.
Il gruppo sovrasta il sarcofago vuoto; ai lati sono allineati, sei per parte, i dodici Apostoli, a figura intera: di essi sono riconoscibili Giacomo Maggiore o forse Paolo (il quarto da sinistra con la spada del martirio); Giovanni (la figura successiva, identificabile per le fattezze giovanili del viso); di seguito, Pietro (a fianco del sarcofago, con la simbolica chiave); inginocchiato immediatamente a destra del sepolcro è Tommaso, raffigurato nell’atto di ricevere la cintura della Vergine (a prova dell’assunzione del corpo di quest’ultima).
Alcuni apostoli si scambiano sguardi stupiti, uno di essi indica l’evento miracoloso.
Sopra ai dodici si raccolgono, ai lati della mandorla, due gruppi di tre angeli musicanti: alcuni strumenti musicali recano tracce di cromia rossa.
In alto, infine, due figure di angeli in volo reggono una grande corona; lo spazio compreso tra questa e l’apice della mandorla é decorato da quattro stelle incise e dorate.
Tutte le figure acquistano risalto dall’abbondante distribuzione della doratura.
La lunetta era originariamente posta a coronamento del portale maggiore dell’antica Cattedrale e faceva parte di un complesso decorativo più vasto, che interessava tutta la porta centrale.
La collocazione originale della lunetta é ricordata da due cittadini savonesi nelle deposizioni rilasciate nel 1624 al Vicario della Curia Vescovile di Savona, in relazione ad un episodio miracoloso di cui l’opera sarebbe stata protagonista quello stesso anno: come raccontano i testimoni era già stata oggetto di devozione popolare un secolo prima, quando si attribuì alliintercessione della Vergine la cessazione di una pestilenza.
Sempre secondo uno dei testimoni, la lunetta fu concessa alla comunità savonese, insieme ad altri marmi, in seguito allo smantellamento dell’antica cattedrale.
Durante il trasporto dal Quartiere del Monte (dove sorgeva l’antica cattedrale), la lunetta cadde ma senza subire danno  e, successivamente, restò abbandonata, per circa ventidue anni, all’esterno del nuovo Duomo, con il lato scolpito rivolto verso il muro, fino a quando il citato evento prodigioso, accaduto il 23 novembre del 1624, l’avrebbe fatta rovesciare rivelando la sacra immagine.
Dopo tale evento, ricordato anche nelle successive fonti locali, e la conseguente riscoperta del rilievo, l’opera fu collocata nella cappella del braccio sinistro del transetto, come ancona di un altare che venne dedicato all’Assunta, e qui la videro ancora il Torteroli, che la ritiene della fine del sec. XII, e l’anonimo autore di un manoscritto databile entro il 1867.
Conseguentemente al rinnovamento di tale cappella, la lunetta venne rimossa e posta nella sua collocazione attuale intorno al 1870.

Bibliografia:
AA.VV., cura di Giovanna Rotondi Terminiello, “UN’ISOLA DI DEVOZIONE A SAVONA, il complesso monumentale della cattedrale dell’Assunta”, Marco Sabatelli Editore, Savona, 2002.