Martedì di Pasqua

Il Vangelo secondo Giovanni, al capitolo 11, ci presenta l’incontro di Maria di Magdala con Gesù risorto. E’ il vangelo della Messa di questo Martedì di Pasqua.
Mentre Pietro e Giovanni, entrati nel sepolcro, vivono una fede incerta, non pienamente matura ma bisognosa ancora di conferme da parte di Gesù stesso, Maria, rimasta fuori del sepolcro, ha l’occasione straordinaria (potremmo dire “l’esclusiva”) di incontrare per prima il Signore risorto.
E’ un incontro emozionante, intenso, ricco: è bellissimo che il Signore risorto si mostri per primo a una donna, anziché ai suoi discepoli. E stiamo parlando di Pietro e Giovanni! Coloro ai quali Gesù aveva concesso segni e momenti molto particolari: entrambi (con Giacomo) erano insieme sul monte Tabor, quando Gesù, trasfigurandosi, manifestò la sua gloria divina; nel Getsemani (sempre con Giacomo) li aveva chiamati accanto a sé, per sostenerlo, confortarlo nel terribile momento dell’angoscia in prossimità della morte. E tante altre occasioni veramente speciali.
Il Risorto si mostra per primo a una donna, una delle tante donne che lo hanno sempre seguito da vicino, con discrezione, con dedizione, con generosità, con confidenza, con concretezza, con sofferenza e con la prontezza a credere alla sua parola.
San Luca ci offre un elenco delle donne che seguivano Gesù e che gli furono accanto ai piedi della croce; ce ne segnala addirittura alcune (anonime) anche lungo la via della croce, mentre Gesù si dirige verso il Golgota.
E’ un segno bellissimo della novità, della freschezza, della dolcezza dell’amore divino che si consegna all’umanità. Sembra che la donna sia stata scelta come custode particolare delle ricchezze di Dio per farne dono a tutta l’umanità. Come negarlo di fronte alla figura di Maria, la Madre di Gesù?!
Maria di Magdala è una donna che ha sofferto molto e che ha incontrato la propria libertà e la pace nella persona di Gesù e, in forza dell’amore ricevuto, è rimasta fedele al Signore anche nel momento terribile della sua morte in croce.
Quante donne nella storia della Chiesa e del mondo sono state e sono fedeli custodi dei doni di Dio!
Quante donne hanno guidato e guidano la storia verso il bene, indirizzando a Dio il cuore di figli, di mariti, perfino di personalità autorevoli e potenti, per mezzo dell’amore e di sofferenze spesso grandi.
Ci sono molte donne che con la loro fede nel Signore, la loro pazienza, la preghiera, l’adempimento nascosto ed umile dei propri impegni quotidiani, conducono silenziosamente il destino della propria famiglia verso la Salvezza e portano un bene di valore inestimabile sulla scena del mondo.
Vite intere vissute per chiedere a Dio il dono della fede per i propri cari: mariti, figli, genitori …
Quando finalmente riconosce Gesù che la chiama per nome, Maria di Magdala gli si getta addosso per abbracciarlo: è il gesto spontaneo e incontenibile dell’amore che, raggiunto dalla luce della fede, non può fare a meno di esprimersi con gli strumenti dell’affetto. E’ il linguaggio del corpo.
La novità della Pasqua è che  tutta la nostra persona partecipa della gloria di Dio: non solo l’anima ma anche il corpo. Il corpo, così fragile e bersaglio di tante sofferenze (culminanti nella morte) è chiamato alla risurrezione e con lui risorgono, in una condizione nuova, anche gli affetti e i moti dell’animo che attraverso di esso si esprimono. E’ il ritorno dell’Umanità in Paradiso.