Curato-Ars

Note spirituali 11.

Ancora alcune considerazioni sulla preghiera. Essa è un’esperienza che non si esaurisce in una serie di pratiche religiose o liturgiche più o meno noiose e frettolose, anzi!
E’ essenzialmente un incontro personale, intimo, piacevole con Dio.

Dal «Catechismo» di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote

Figliuoli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio.
La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso.
Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell’anima e fa che tutto sia dolce.
Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole.
Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza.
Ascoltate: quando ero parroco di Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo.