San Giorgio e cavaliere

Il palazzo vescovile 1.

Iniziamo con questo articolo un percorso storico e architettonico per conoscere da vicino il palazzo vescovile, sede del Vescovo di Savona-Noli.
Lo facciamo con l’indispensabile aiuto della dott.sa Rosalina Collu, che ha scritto un prezioso contributo scientifico sulla elegante e ricca pubblicazione “UN’ISOLA DI DEVOZIONE A SAVONA”, per i tipi di Marco Sabatelli Editore (Savona, 2002).
Questo percorso, seguendo la paziente scansione temporale della storia, ci condurrà a ritrovare la presenza di Pio VII a Savona, perché ci troveremo a scoprire e conoscere da vicino le sale del palazzo vescovile nelle quali egli visse, per circa tre anni, la sua prigionia nella nostra città.

Tutto ha inizio nel 1259, quando si pose la necessità di realizzare, all’interno delle mura della città, una nuova chiesa con annesso convento dei frati francescani, i quali si erano già stabiliti a Savona nel 1254, in contrada di San Giovanni.
Del primo chiostro, tuttora esistente, e sul quale si affaccia la Cappella Sistina (costruita nel 1481), restano tracce architettoniche delle primitive finestre e delle trabeazioni, nonché tracce suggestive di lapidi, iscrizioni e affreschi frammentari sugli antichi intonaci. Affreschi e intonaci presentano principalmente caratteri tardo-gotici lombardi.
Tra questi va citata una lunetta raffigurante S. Giorgio con un cavaliere inginocchiato (fine sec. XIV), nonché una Madonna con il Bambino (metà del sec. XV), sul lato ovest del chiostro.
Preziosa, inoltre, una lunetta ogivale raffigurante “la Pietà”, collocata sopra l’antica porta di accesso della Cappella di S. Bernardino.
Questo chiostro verrà successivamente affiancato da un secondo, a testimonianza della consistenza, progressivamente accresciutasi, della comunità francescana: comunità che è destinata a diventare un vero e proprio centro propulsore di vita religiosa e di cultura, a seguito dell’istituzione di una scuola di lettere e teologia di cui furono prestigiosi esponenti Lorenzo Guglielmo Traversagni, Marco Vegerio, Angelo da Chivasso, nonché il futuro papa Sisto IV, Francesco Della Rovere.