Napoleone Imperatore

Pio VII e Napoleone 11.

Circa il valore e la considerazione che Napoleone attribuiva alla religione è interessante ascoltare dalle sue stesse parole quale fosse il suo pensiero.
«L’uomo immerso negli affanni della vita si chiede: Da dove vengo? Chi sono? Sono queste domande che ci spingono verso la religione. Noi spesso la trascuriamo, ma tutto ci fa tornare a lei … Siamo portati a credere in Dio, perché tutto lo proclama intorno a noi (…) Quanto a me, io ho sempre avuto bisogno di credere, ho sempre creduto (…).
Appena presi il potere, avevo delle idee già abbastanza definite sulle forze che danno coesione alla società e avevo già capito l’importanza della religione; perciò ero determinato e risoluto a ristabilirla.
Ma difficilmente si possono immaginare le resistenze che incontrai nel ristabilire il cattolicesimo, fino al punto che ebbi molte difficoltà con il Consiglio di Stato al momento di far approvare il Concordato.
Addirittura, molti si arresero complottando di non pronunciarsi dicendo: “Ebbene, facciamoci protestanti, e la cosa non ci riguarderà più!”.
Io succedevo al disordine e alle rovine, e potevo scegliere tra cattolicesimo e protestantesimo, e devo per la verità aggiungere che il dispotismo allora imperante spingeva verso il protestantesimo. Io mi sentivo legato al cattolicesimo, perché era la mia religione natale (…).
Se avessi scelto il protestantesimo, che cosa avrei ottenuto? Avrei creato due grandi partiti, di consistenza pressoché uguale, mentre io cercavo di creare le condizioni per la pacificazione: sarebbero riprese le guerre di religione e le due fazioni in lotta avrebbero distrutto la Francia, rendendola schiava dell’Europa, mentre io volevo che ne fosse la guida.
Con il cattolicesimo, raggiungevo tutti i miei obiettivi: all’esterno, io restavo amico del papa, che potevo anche sperare di condizionare, con la mia influenza e le nostre truppe in Italia, in un modo o nell’altro.
Ma se fossi riuscito a condizionare il Papa, quale influenza avrei potuto esercitare sul resto del mondo!».