La reggia di Fontainebleau

Pio VII e Napoleone 15.

L’esperienza di Pio VII a Fontainebleau costituisce un momento molto importante della sua vicenda personale: sia sotto il profilo della delicatezza e gravità delle decisioni che là furono prese per la sorte dei rapporti tra Impero e Chiesa, sia sotto il profilo dell’esperienza umana, dei disagi e delle sofferenze, fisiche e morali, che il Papa dovette sostenere.
Napoleone cercò di conquistare il favore del papa in ogni modo: a volte usando le blandizie di un ambiente esteriore molto agiato, altre volte mostrando i tratti aggressivi della sua personalità forte e intransigente.
Dal libro “Pio VII in Savona” dei fratelli Martinengo, noi sappiamo che il Papa rifiutò l’appannaggio imperiale e condusse sempre una vita molto ritirata e povera, pur essendo immerso negli splendori di Fontainebleau.
Sappiamo che lui stesso provvedeva a rammendarsi gli indumenti consunti.

Rientrato a Parigi il 18 Dicembre 1812, reduce dalla fallimentare campagna di Russia, Napoleone iniziò approcci col Papa mediante propri emissari. Ma poiché agli emissari dell’Imperatore Pio VII opponeva la resistenza di sempre, Napoleone decise di giocare l’ultima carta, affrontandolo personalmente nella reggia di Fontainebleau.
Furono cinque giorni di incontri a tu per tu, molto logoranti per il Papa, già duramente provato nella salute fisica e provato anche psicologicamente.
In riferimento a quei giorni, Pio VII comunica al conte Paolo van der Vrecken: “Un giorno, nel calore della discussione, a riguardo della rinuncia al potere temporale, secondo una sua abitudine, Napoleone mi prese per un bottone della sottana e tirandolo mi scosse tanto forte che tutto il mio corpo era agitato”.
Ma lo stesso Pio VII smentì con forza ciò che scrisse un autore contemporaneo di allora e cioè che Napoleone, in un trasporto di collera, trascendesse fino al punto di alzare le mani sul Pontefice e di trascinarlo per i capelli. Più volte interrogato su questo punto, il Papa negò sempre con risolutezza che l’Imperatore avesse alzato le mani su di lui.
Allo stesso tempo Pio VII lasciò intendere che il suo imperiale interlocutore non gli aveva risparmiato parole oltraggiose confacenti, per altro, al suo gergo e baldanza militareschi.