Emmanuel de Las Cases

Pio VII e Napoleone 19.

La versione dei fatti resa dai fratelli Martinengo nel loro libro “Poi VII in Savona”, circa le responsabilità di Napoleone per l’arresto del Papa, è assai diversa da quella resa dal generale Montholon.
Ecco con quale passione e quali fondamenti storici esprimono la loro opinione in merito.
«Donde e da chi venne il comando sacrilego di porre violentemente le mani sulla sacra persona del Vicario di Cristo?
Napoleone ha sempre detto, ha scritto, e ha ripetuto più volte al signor De Las Cases a Sant’Elena, che l’ordine di catturare il Pontefice non era partito da lui. Ma dicendo e scrivendo questa menzogna, non sospettava che le sue lettere dovessero esser fatte pubbliche, un mezzo secolo dopo, dal suo imperiale nipote.
L’iniquo mandato, che con parole mezzo velate egli dava da Schoenbrun al generale Miollis il 19 giugno 1809, lo ripeteva quel giorno medesimo con aperte parole al suo reale cognato di Napoli, Gioachino Murat:«Già ve lo scrissi: a Roma bisogna agire energicamente, e spezzare qualunque resistenza. Se non si accettano i miei decreti, nessun asilo dev’essere rispettato. Se il Papa predica la ribellione e abusa dell’immunità del suo palazzo, per stampar circolari, si deve arrestarlo. La stagione di tali commedie é passata. Filippo il Bello fece catturare Papa Bonifazio, e Carlo Quinto tenne lungo tempo in prigione Clemente VII; eppure quei Papi erano meno colpevoli».

Siamo così di fronte a due versioni contrapposte. Chi dice la verità: il generale Montholon o i Martinengo?