La battaglia di Essling

Pio VII e Napoleone 20.

Napoleone volle l’arresto del Papa, oppure assecondò iniziative assunte da alcuni suoi generali?
Ci sono versioni contrastanti (già esposte in precedenza): proviamo a comporre il contrasto.
Il generale Miollis, che dal 1808 al 1813 é governatore di Roma e degli Stati Pontifici, é il comandante in capo dell’esercito di occupazione francese.
Il Maresciallo Murat é il Re del Regno di Napoli e quindi fuori dei territori pontifici.
Sappiamo da diversi storici che Miollis rivelò tatto diplomatico nelle dure vertenze tra Pio VII e Napoleone.

Il 22 Maggio 1809 si scatena la battaglia di Essling: uno scontro terribile tra l’esercito napoleonico e quello austriaco. Ci sono perdite enormi da entrambe le parti; la battaglia non permette a Napoleone di conquistare Vienna; l’Austria mostra una capacità di resistenza che sorprende Napoleone. L’esito della battaglia dà un momento di speranza ai nemici dell’Imperatore.
In Italia, esplode l’esasperazione popolare antifrancese.
La situazione è molto pesante e le trattative con la Santa Sede non vedono sviluppi favorevoli a Napoleone.
Il 19 Giugno dello stesso anno (poco meno di un mese dopo la battaglia di Essling) Napoleone, evidentemente in uno stato di tensione particolarmente forte, si rivolge a Miollis e a Murat.
A Miollis non dà un ordine di catturare il Papa: esprime “velatamente” questa possibilità ma senza formulare un ordine formale.
Rivolgendosi al cognato Murat, invece, si esprime con quella più libera focosità che gli appartiene, quasi lasciandosi andare a confidenze al di fuori dell’ufficialità diplomatica.
In questa maniera sia Miollis che Murat sono a conoscenza di un preciso stato d’animo dell’Imperatore.
Napoleone è un abile e astuto politico: al generale Miollis, che potrebbe operare con pieni poteri politici e militari, mediante una “indicazione” volutamente di massima, lascia la possibilità di fraintenderlo. Se Miollis arresta il papa, lo fa senza ordine di Napoleone e se ne assume la responsabilità.
Murat, invece, viene a conoscenza di una volontà più precisa dell’Imperatore ma non è titolare della missione diplomatica e militare che invece appartiene a Miollis.
Probabilmente Napoleone vuole creare quelle condizioni emotive che avrebbero potuto portare Miollis e Murat ad assumere decisioni drastiche e pericolose con il convincimento di adempiere fedelmente le volontà dell’Imperatore senza, tuttavia, che questi abbia formulato ordini ufficiali.
Napoleone crea le condizioni per un fraintendimento, un eccesso di zelo, che egli stesso gradirebbe ma che potrebbe sempre sconfessare.

Pertanto, non è da escludere che il sottile gioco della diplomazia e delle sue forme abbia permesso a Napoleone di affermare, con piena correttezza formale, che egli non diede mai ordine di arrestare il papa, anche se la cosa fu da lui in qualche modo sottilmente preparata, fomentata e poi usata.