Letizia Ramolino, madre di Napoleone

Pio VII e Napoleone 21.

Ora non ci resta che guardare al comportamento tenuto da Pio VII nei confronti di Napoleone e della sua famiglia durante i sei anni di esilio a Sant’Elena.
Napoleone è ormai ridotto al nulla, confinato nell’Isola. Tutti si adoperano per umiliarlo in modo che non possa mai più rialzare la testa.
Ritornato a Roma, il Papa non partecipa alla distruzione della memoria del suo antico persecutore, di cui anzi, al momento della definitiva carcerazione a Sant’Elena, cerca di alleviare le sofferenze, intercedendo per lui presso gli alleati fin troppo zelanti.
Così come al momento della cattura di Pio VII, secondo le Mémoires del cardinal Pacca, «nessuna protesta si fece sentire, non una sola voce protettrice discese dai troni cattolici in favore di quest’illustre carcerato»; altrettanto avvenne al momento dell’esilio a Sant’Elena di Napoleone, salvo appunto la misericordia di quello che era stato precedentemente suo prigioniero.

La madre del Bonaparte, Letizia Ramolino, lo riconosceva in una lettera del 27 maggio 1818 al segretario di Stato: «La sola consolazione che mi sia concessa è quella di sapere che il Santissimo Padre dimentica il passato per ricordare solo l’affetto che dimostra per tutti i miei. Noi non troviamo appoggio ed asilo se non nel governo pontificio, e la nostra riconoscenza è grande come il beneficio che riceviamo».
Quando Napoleone è portato a Sant’Elena, sua madre deve lasciare la Francia e trovare asilo presso qualcuno.
In forza dei vincoli di parentela avrebbe potuto chiedere asilo all’Arciduca d’Austria, suo consuocero; alla nuora, Maria Luisa d’Austria, seconda moglie di Napoleone, duchessa regnante di Parma, Piacenza e Guastalla; al genero, un principe tedesco di Westfalia.
Non si rivolge ad alcuna di queste persone, bensì al Papa.
Pio VII l’accoglie a Roma con tutti gli onori e le assegna un palazzo in piazza Venezia, dove la nobildonna abita fino alla morte, dedicandosi alla preghiera e vivendo molto ritirata, con l’assistenza di un padre spirituale.