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Presentazione di Maria al tempio

Il rilievo é attualmente murato nella Cappella di S. Sisto.
Sulla sinistra della composizione, una scoscesa salita rocciosa percorsa da lievi solchi orizzontali conduce all’entrata del Tempio, presso la quale é raffigurato Zaccaria in atto di accogliere la Vergine; alle spalle del sacerdote, altre tre figure maschili si sporgono dall’interno dell’edificio. Maria é raffigurata con le fattezze di una fanciulla.
Sull’altro lato, lo spazio é delimitato dalle rovine di un’architettura classicheggiante (simbolica allusione del passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento o alla fine dell’era pagana), dinnanzi alla quale si raccoglie il gruppo dei famigliari della Vergine che assistono all’evento: gli anziani Gioacchino ed Anna ed altre due donne, appena visibili alle loro spalle.
Sullo sfondo, la salita rocciosa prosegue verso un’altura sulla sommità della quale sorgono le rovine di un altro fantasioso edificio che si staglia contro un cielo percorso da piccole nuvole: a metà del cammino é un alberello dal fusto ritorto, di cui sono minutamente descritte le asperità e la chioma.
In primo piano, sotto la salita al tempio, é un sarcofago dal quale sorge una figura maschile, caratterizzata dalla tonsura: é rappresentata in atto di proferire le seguenti parole incise in lettere capitali sul cartiglio che fuoriesce dalla sua bocca: HINC METU TU PIENTlSS(IMA) MATER.
La presenza di questi particolari elementi simbolici, evocanti il tema della risurrezione dalla morte, unitamente al testo dell’iscrizione, accentuano il valore di consacrazione della Vergine nel suo ruolo di tramite per l’Incarnazione di Cristo.
Il rilievo, verosimilmente appartenuto ad un altare, é identificabile con quello segnalato dal Ratti e da Bertolotti tra le opere provenienti dall’antica Cattedrale, posto nel nuovo Duomo nella cappella in capo al braccio destro del transetto, intitolata al SS. Crocifisso e detta “delle Anime purganti” o “dei morti”, dove ancora lo vide murato e lo descrisse il Torteroli.
La pregevole scultura fu veduta invece nella collocazione attuale dall’anonimo autore di un manoscritto databile entro il 1867, il quale sostiene la sua provenienza dall’antico Duomo.

Bibliografia:
AA.VV., cura di Giovanna Rotondi Terminiello, “UN’ISOLA DI DEVOZIONE A SAVONA, il complesso monumentale della cattedrale dell’Assunta”, Marco Sabatelli Editore, Savona, 2002.