Restauri del chiostro 3.

Citiamo ancora un aspetto di quella che sarà la sistemazione del chiostro attualmente in restauro: il manto erboso.
Chi conosce il chiostro nella sua configurazione precedente, quale era ancora visibile fino a qualche mese fa, quando iniziarono i lavori di restauro, ricorda certamente che l’area interna al porticato era ripartita in quattro aiuole coltivate a prato; in una di esse erano collocate tre palme, che ora sono sistemate e felicemente vegete nell’altro chiostro (più piccolo), nell’area della curia vescovile.
Ora l’area interna del chiostro è tutta smantellata ma, quando sarà il momento, verrà interamente coltivata a prato in modo uniforme, senza più divisione in aiuole, senza muretti: un piano unico e uniforme. In pratica, l’interno del chiostro si presenterà come un prato unico, quadrato, intorno al quale corrono i porticati della struttura.
Il manto erboso sarà interdetto al passaggio del pubblico ma diventerà praticabile in quelle particolari occasioni nelle quali il chiostro ospiterà eventi culturali, spettacoli, intrattenimenti artistici e tutto ciò che la fantasia saprà suggerire.
Certo, si tratta di una scommessa: la conservazione del manto erboso richiederà non solo l’impegno di soggetti qualificati per coltivarlo e mantenerlo ma anche il rigoroso rispetto da parte dei visitatori, che potranno gustarne la presenza senza deturparlo in alcuna maniera.
In prospettiva il progetto appare molto affascinante: sarà di grande effetto entrare nel chiostro e trovarsi in un prato verde dal quale si innalzano le vecchie piante di vite che, con le loro volute, avvolgeranno le murate più alte del chiostro.

Un contributo verde che avrà il compito naturale di ispirare tranquillità, pace, raccoglimento in un ambiente che, incluso tra la Cattedrale e la Cappella Sistina, non può che essere considerato luogo di spiritualità, di raccoglimento, di attenzione; si potrebbe dire anche di incanto e non di semplice transizione (o peggio!).
Il chiostro è luogo di preghiera: è una seconda chiesa, dove non ci si disperde in distrazioni futili o in accampamenti da picnic.
Il chiostro è un’altra chiesa a cielo aperto nella quale il contatto con l’aria aperta ed alcuni elementi di vegetazione aiutano l’incontro dell’uomo con la natura, il grande tempio creato da Dio per il culto quotidiano che chiunque può compiere, anche se non ancora illuminato dalla fede in Gesù Cristo.
La natura è luogo per eccellenza dell’incontro tra Dio e la sua creatura preferita: l’uomo.
Luogo sereno di amicizia, di confidenza, di accoglienza. La Bibbia ci insegna che è proprio in un giardino (l’Eden) che Dio ha collocato l’uomo appena creato e in quel giardino lo incontrava abitualmente a tu per tu, senza alcun disagio e imbarazzo.
E sempre in un giardino (il Getsemani) Gesù incontrava abitualmente e con piacere i suoi amici (gli apostoli): in quel giardino visse la sua agonia, fu arrestato e condotto alla croce.
Con queste premesse, si può pensare che un chiostro sia un semplice luogo per il deflusso dei turisti?