Restauri del chiostro 4.

Circa la presenza della pianta di vite nel chiostro della Cattedrale (chiostro dei morti), c’è da fare ancora una considerazione che offriamo ai visitatori di questo luogo, perché possano cogliere in modo sempre più attento, profondo e piacevole il pregio di trovarsi accolti in questo ambiente.
Nel Vangelo secondo Giovanni (Gv. 15, 1-11) troviamo queste parole di Gesù: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.(…) Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla(…). Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli (…).Rimanete nel mio amore».
La vite, dunque, è immagine di Gesù Cristo: una pianta viva, vivace e fruttifera della quale gli uomini sono i tralci; tralci che possono vivere e portare molto frutto se restano uniti alla pianta, nutrendosi della linfa vitale che è in essa.
L’immagine della vite (pianta estremamente preziosa e diffusa nell’area mediterranea anche al tempo di Gesù) è espressione di quella intimità di vita e di amore che qualifica il rapporto tra Dio e l’uomo, tra Cristo e la Chiesa.
Gesù è molto esplicito: “Senza di me non potete fare niente”. Solo restando uniti a lui possiamo essere e fare cose grandi, cioè vivere con pienezza di significato, di gioia e di fruttuosità la nostra vita.

Inoltre Gesù sottolinea che in questo legame stretto e inscindibile con lui ci è possibile chiedere al Padre qualunque cosa ed essere certi di essere esauditi.
Ecco, allora, un ulteriore richiamo al fatto che entrando in un chiostro (chiesa a cielo aperto) dove vive e prospera una pianta di vite, è dato al visitatore un implicito ma forte invito a entrare in comunione con Cristo ed esprimere liberamente la propria preghiera.
Il chiostro è luogo di preghiera: una preghiera silenziosa, intima, confidente, serena alla quale si è invitati dall’abbraccio affettuoso di quei tralci che contornano l’intero ambiente.
E’ luogo di contemplazione, cioè un luogo nel quale fermarsi per lasciarsi abbracciare dall’amore di Cristo e gustare la sua compagnia.