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Restauro chiostro 11.

Oggi ci limitiamo ad offrirvi uno sguardo sul chiostro, approfittando di un momento in cui è particolarmente suggestivo guardare il cielo.
Un po’ di poesia? Perché no! La poesia è una delle espressioni più alte della capacità che l’uomo ha di esprimere i propri pensieri e sentimenti.
Non va dimenticato che San Francesco amava la poesia, la canzone cavalleresca e che lui stesso fu poeta (“Il cantico di frate sole”).
La poesia diventa spiritualità in sommo grado quando si spinge a contemplare la bellezza e la bontà di Dio che si esprime, in modo particolare, in tutte le Sue creature.
Nell’immagine che potete vedere, si riesce a scorgere perfino una rondine che sta transitando in quel tratto di cielo che sovrasta il chiostro.
Tutto ciò sarebbe stato impossibile quando nel chiostro troneggiavano (in modo eccessivo) i quattro cedri del Libano dei quali parlammo in un precedente articolo.
Oggi il chiostro respira un’aria nuova, più libera, più direttamente rivolta verso il cielo.

Quando verrete a visitare il chiostro, non dimenticate di guardare in alto. Le strutture architettoniche, nelle loro varie forme e volumi, non esauriscono il significato del chiostro: esse si integrano con quell’architettura assai più alta che non è opera dell’uomo ma di Dio!