Uva

Restauro chiostro 39.

Torniamo al giorno dell’inaugurazione (domenica 14 Ottobre u.s.).
Poco prima delle ore 17, ora prevista per l’inizio della cerimonia, una considerevole folla si stava raccogliendo nel chiostro.
Molto prima, già alle 14:30,  i tecnici audio avevano predisposto e provato l’impianto microfonico, installato proprio per l’occasione. Procedeva tutto che era una meraviglia. Il microfono ed il suo impianto funzionavano benissimo; il chiostro rispondeva bene e sembrava invitarci a prendere in seria considerazione la possibilità di organizzare qualche spettacolo teatrale in quell’ambiente così suggestivo e accogliente.
All’ora convenuta, inizia la cerimonia.
Il presentatore annuncia gli oratori che da lì a poco avrebbero preso la parola. Prende per primo la parola Mons. Vescovo.
Avrà pronunciato si e no una decina di parole, quando l’impianto audio (senza chiedere il permesso a nessuno!) decide di ammutolirsi. E lo fa in maniera definitiva con un guasto che non era minimamente prevedibile.
L’imbarazzo è notevole, soprattutto per chi si era adoperato a preparare tutto con estrema diligenza, fino al minimo dettaglio.
A questo punto bisognava andare avanti con la forza della propria voce, senza il supporto del microfono. Bisognava fare come … gli antichi (cosa alla quale non siamo più abituati).
Ma proprio in questo frangente si manifesta una cosa veramente importante: l’acustica del chiostro è molto buona e, nonostante il limite della tecnologia moderna, le antiche pareti distribuiscono la voce degli oratori in maniera comprensibile e apprezzabile da parte dei numerosi presenti.
Il tutto, poi, con una particolare efficacia e forza suggestiva quando il Maestro Paolo Venturino ha eseguito alcuni canti, che erano stati accuratamente scelti da lui per l’occasione.
Non tutto il male viene per nuocere! (anche se certi mali preferiremmo non averli).