Battesimo di S. Agostino - L. de Boullogne

S. Agostino d’Ippona 6.

Abbiamo avuto modo di vedere come il Battesimo di S. Agostino sia stato oggetto di interesse pittorico da parte di Gio Agostino Ratti (1699-1775), che ha rappresentato l’episodio in un affresco situato nella chiesa parrocchiale di S. Ambrogio in Legino-Savona.
In questo articolo vogliamo dare uno sguardo ad un’altra interpretazione dello stesso momento della vita del Santo Dottore, riferendoci ad un’opera del pittore francese Louis de Boullogne, noto con il soprannome di Le Jeune (1654-1733).
L’opera risale alla fine del Seicento e venne realizzata fra il 1695 e il 1700 con la tecnica della pittura a olio su tela. Il dipinto è attualmente conservato a Bordeaux presso il locale Musée des Beaux-Arts.
La scena descritta da De Boullogne si svolge all’interno di un edificio sacro con un fonte battesimale a immersione, dove sono ben visibili i gradini della vasca.
Addirittura si può notare che i gradini sono tre, secondo la più antica tradizione cristiana, la quale vedeva nel numero tre il riferimento ai tre giorni trascorsi tra la sepoltura e la risurrezione di Gesù.
Le vasche battesimali (allora il Battesimo avveniva per immersione) prevedevano tre scalini per scendervi dentro e tre scalini, dalla parte opposta, per risalirne.
Il catecumeno scendeva nella vasca per immergersi nella morte di Cristo, per esserne lavato dai peccati e quindi per risorgere con Lui nella nuova condizione di risorto, di salvato, di purificato dal peccato.
Nel dipinto di De Boullogne Agostino è inginocchiato davanti al vescovo Ambrogio: indossa una tunica bianca ed è seguito da altri due catecumeni, il figlio Adeodato e l’amico Alipio.
Ambrogio sta versando l’acqua sul capo di Agostino, mentre una folta schiera di chierici partecipa attivamente al sacro rito.
Non conosciamo le esatte ritualità della Chiesa di Milano al tempo di Agostino, ma da due opere di Ambrogio, i suoi libri sui Sacramenti (De Sacramentis) e sui Misteri (De Mysteriis), è forse possibile ricostruire come veniva impartito il Battesimo nell’anno 387.
Il rito iniziava con una lavanda dei piedi, che stava a simboleggiare il perdono dei peccati, un simbolo caro ad Ambrogio, cui seguiva l’imposizione delle mani.
Inoltre il nuovo battezzato riceveva il segno della croce sulla fronte: da allora in poi egli apparteneva a Cristo. Questo segno era originariamente una X, la cui origine derivava dall’antico segno ebraico del Tau ricordato dal profeta Ezechiele (cap. 9) e da san Giovanni nell’Apocalisse. Questo segno è stato considerato un segno di proprietà e protezione.
Agostino venne immerso nell’acqua e questa immersione si è svolta per tre volte, dopo che aveva sentito tre domande: ‘Credi in Dio Padre onnipotente?’, ‘Credi nel Signore nostro Gesù Cristo e la sua croce?’, ‘Credi anche nello Spirito Santo ?’ e dopo che successivamente aveva risposto per tre volte: ‘Credo, credo!’ ( Ambrosius De sacramentis 2, 20; cfr. Ambrosius De Mysteriis 21, 28).