Santa Caterina d'Alessandria

S. Caterina d’Alessandria 1.

Parlando delle Stazioni quaresimali, abbiamo avuto modo di vendere come questa antichissima esperienza di preghiera abbia sempre avuto un forte e preciso legame con la venerazione dei Santi martiri.
Questo ci offre lo spunto per continuare la nostra “visita” alle statue della Mensa della Cattedrale di Savona, iniziata con San Bernardino, spostando la nostra attenzione su una martire: Santa Caterina d’Alessandria, la cui statua è collocata all’estrema destra della Mensa, per chi guarda.

Chi è Santa Caterina d’Alessandria?

Oltre all’incerta data di nascita (probabilmente 287) e al fatto che fu sottoposta a martirio ad Alessandria d’Egitto nel 305 (circa), della sua vita si sa poco ed è difficile distinguere la realtà storica dalle leggende popolari.
Esistono anche delle fonti scritte, tutte però posteriori di diversi secoli; la più antica è una Passione in greco del VI-VII secolo; poi ci sono un’altra passione dell’XI secolo e la Leggenda Aurea (del beato Jacopo da Varazze), che risale al XIII secolo.
Secondo la tradizione, Caterina è una bella giovane egiziana; la Leggenda Aurea specifica che era figlia di re e istruita fin dall’infanzia nelle arti liberali.

Il martirio
Nel 305 arriva ad Alessandria Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria.
Per l’occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane. Un atto obbligatorio per tutti i sudditi.
Caterina si presenta a palazzo nel bel mezzo dei festeggiamenti. Rifiuta i sacrifici e chiede all’imperatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell’umanità, argomentando la sua tesi con profondità filosofica.
Il governatore che, secondo la Leggenda Aurea, sarebbe stato colpito sia dalla bellezza che dalla cultura della giovane nobile, convoca un gruppo di intellettuali alessandrini affinché la convincano ad onorare gli dei. Tuttavia, per l’eloquenza di Caterina, non solo non la convertono, ma essi stessi si convertono al Cristianesimo.
Non riuscendo a convincere la giovane a venerare gli dèi, Massimino propone a Caterina il matrimonio. Al rifiuto della giovane, il governatore la condanna a una morte orribile: una grande ruota dentata farà strazio del suo corpo. Ma si verifica un miracolo: lo strumento di tortura si rompe e Massimino è obbligato a far decapitare la Santa, dalla quale sgorga latte, simbolo della sua purezza.
Secondo la leggenda, alcuni angeli porteranno miracolosamente il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l’altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin.
Alcuni studiosi ritengono che il racconto leggendario indichi, trasfigurandola, un’effettiva traslazione del corpo sul monte, avvenuta però in epoca successiva.
Dal Gebel Katherin, infine, e in data sconosciuta, le spoglie furono portate nel monastero a lei dedicato, sotto quel monte.