San Bernardino da Siena

San Bernardino da Siena 4.

Dopo l’opportuna divagazione su San Vincenzo Ferreri, torniamo a dire ancora qualcosa di San Bernardino. Soprattutto per sottolineare che la collocazione di una statua del Santo di fronte alla Mensa della Cattedrale di Savona è motivata non solo dal fatto che Bernardino è un santo francescano (ricordiamo che la Cattedrale di Savona sorge sul sito della chiesa Francescana che fu demolita per dare spazio all’attuale costruzione), ma ancor più dal motivo che San Bernardino passò da Savona nel 1418 e da qui si spinse fino ad Albenga.
Raccogliamo preziose indicazioni in tal senso da un articolo del can. Giovanni Farris (canonico della Cattedrale di Savona) pubblicato nel 2002 (in “Un’isola di devozione a Savona”- AA.VV. – Marco Sabatelli Editore).
Dove San Bernardino abbia predicato in città non è dato sapere. Egli preferiva le piazze. Non aveva un convento fisso dove abitare e si può dire che tutti i conventi erano suoi, perché andava a bussare alla porta del convento dove doveva predicare e ne chiedeva ospitalità.
E’ dunque ragionevole pensare che il Convento di S. Francesco in Savona (adiacente alla chiesa di cui si è detto poco sopra) lo abbia accolto.

Nelle sue prediche più che problemi istituzionali contingenti o grandi problemi, quali la riforma della Chiesa e la funzione dell’Impero, cercò di trattare i temi dell’usura, i costumi, l’onestà nel commercio, la generosità verso i poveri, i valori familiari, il lavoro quale impegno morale, ecc. Anche la passione per il culto del nome di Gesù sarà un modo per accostare il popolo al mistero dell’umanità e della divinità di Cristo e farne il Centro dell’esistenza.
Questo sembrano aver ben capito i Savonesi nel fissare il trigramma sulle sovrapporte delle loro abitazioni. Egli lasciò certamente in città un largo seguito; prova ne è il fatto che nella Chiesa di S. Francesco gli verranno addirittura dedicati due altari.
Un tema bernardiniano che, per Savona, avrebbe costituito in quel momento un particolare significato era la necessità dello studio per un’autentica vita morale e cristiana.
Diceva San Bernardino: “Carissimi fratelli, vogliamo questa quaresima dare addosso a quella che è più contraria alla salute dell’anima che tutte le altre cose nel mondo a cagione di tutte le guerre, di tutte le pestilenze, di tutte le infermità, di tutti i peccati che si fanno e di tutti quanti i mali e danni che seguitano le anime e al corpo. Qual e questa cosa? E’ l’ignoranza”.
E’ infatti vero che in quel momento il Comune di Savona si faceva promotore, con gli Statuti del 1404, di un ordinamento scolastico nettamente improntato secondo un piano umanistico. Tutto questo era forse finalizzato al raggiungimento di una preparazione adeguata per gli affari o come segno di distinzione e di potenza, ma non si può escludere la spinta allo studio per il suo intrinseco valore etico e religioso.
Stretti erano i legami tra la scuola del Comune e quella dei religiosi, essendo quest’ultima più stabile e più costante, per cui presto la lettura dei classici latini ed in particolare di Cicerone, risuona ovunque senza limiti di età e di sesso.
Questa diffusione ebbe come centro d’irradiamento il convento di S. Francesco.
Uomini famosi e di grande prestigio furono educati in questo convento. Fra Francesco della Rovere (il futuro Sisto IV) vi ricevette da Marco Vegerio, Vescovo di Noli, i primi rudimenti di grammatica e vi acquistò quello stile elegante ciceroniano col quale incanterà le assemblee dei dotti.
Sotto la sua guida il savonese Lorenzo Guglielmo Traversagni (frate francescano e studioso umanista) trascorse un lungo ed entusiasmante tirocinio di formazione.

San Bernardino, dunque, come in genere i grandi predicatori francescani (e non solo), porta nella nostra città la ricchezza dei valori spirituali del Vangelo, collocandoli nel cuore della vita sociale del suo tempo; cosa che fece, pochi secoli prima, anche a S. Antonio da Padova che, proprio a Padova, sostenne una dura lotta contro gli usurai che umiliavano e rovinavano la vita di molte famiglie.