Le tre mitrie vescovili

San Bernardino da Siena 2.

San Bernardino fu un grande predicatore popolare: portatore delle ricchezze spirituali più alte attraverso un linguaggio semplice, comprensibile, avvincente e convincente, raggiungibile da tutti gli strati sociali.
Nel 1417 padre Bernardino da Siena fu nominato Vicario della provincia di Toscana e si trasferì a Fiesole, dando un forte impulso alla riforma in atto nell’Ordine Francescano.
Contemporaneamente iniziò la sua straordinaria predicazione per le città italiane, dove si verificava un grande afflusso di fedeli; tutta la cittadinanza partecipava con le autorità in testa e i fedeli affluivano anche dai paesi vicini per ascoltarlo.
Dal 1417 iniziò a Genova la sua predicazione apostolica, allargandola poi a tutta l’Italia del Nord e del Centro.
A Milano espose per la prima volta alla venerazione dei fedeli la tavoletta con il trigramma (IHS).
Predicò incessantemente da Venezia a Belluno, a Ferrara e per tutta la sua Toscana, girando sempre a piedi.
Nel 1427 tenne nella sua Siena un ciclo di sermoni che ci sono pervenuti grazie alla fedele trascrizione di un ascoltatore, che li annotava a modo suo con velocità, senza perdere nemmeno una parola.
Bernardino sceglieva argomenti che potessero interessare i fedeli della città in cui si recava. Era attento a evitare discorsi generici e distanti dalla realtà alla quale si rivolgeva.
La sua predicazione era attenta alle condizioni di vita, ai problemi delle persone alle quali parlava; evitava le formulazioni astruse o troppo elaborate, tipiche dei predicatori scolastici dell’epoca. Per lui il “dire chiaro e breve” non andava disgiunto dal “dire bello”, e per farsi comprendere usava racconti, parabole, aneddoti; canzonando superstizioni, mode, vizi.

Bernardino fu un grande riformatore dell’Ordine francescano.
Nel 1438 il Ministro generale dell’Ordine lo nominò Vicario Generale di tutti i conventi dell’Osservanza in Italia.
Occorre ricordare che i Frati Osservanti costituivano quella parte della famiglia francescana che osservava con maggiore rigore la regola originaria di San Francesco d’Assisi, caratterizzata da particolare austerità e assoluta povertà.
In questo gli Osservanti si contrapponevano ai Frati Conventuali (anch’essi membri della famiglia francescana), che avevano alquanto ammorbidito i rigori della prima Regola.
Un’opposizione, comunque, condotta con discrezione e senza eccessi.
Nella sua opera di riforma, Bernardino portò il numero dei conventi da 20 a 200; proibì ai frati analfabeti o poco istruiti, di confessare e assolvere i penitenti; istituì nel convento di Monteripido presso Perugia, corsi di teologia scolastica e di diritto canonico; s’impegnò a fare rinascere lo spirito della Regola di San Francesco, adattandola alle esigenze dei nuovi tempi.

Rifiutò per tre volte di essere vescovo di diocesi che gli furono offerte.
Quest’ultimo particolare ci aiuta a leggere un particolare che vediamo nella statua di San Bernardino collocata di fronte alla Mensa della Cattedrale di Savona.
Ai piedi del Santo sono collocate tre mitrie vescovili (i copricapi dei vescovi): allusione proprio al fatto che Bernardino rifiutò per tre volte di diventare Vescovo.