San Bernardino da Siena

San Bernardino da Siena 1.

Parlando del tabernacolo della Cappella feriale, si è fatto riferimento al “trigramma” (IHS) di San Bernardino da Siena.
Ma chi è San Bernardino? Cosa ha a che fare con la nostra Cattedrale?
Abbiamo segnalato che una statua raffigurante il Santo senese è collocata proprio nel prospetto frontale della Mensa, insieme ad altri tre Santi: una collocazione di grandissimo riguardo e di notevole evidenza, che sicuramente significa qualcosa di importante.
Ci sembra interessante raccogliere qualche informazione su questo Santo, la cui ricchezza spirituale è grandiosa e di grande modernità.
Iniziamo perciò un breve percorso per conoscerlo almeno in parte e per apprezzare la sua testimonianza di fede.

San Bernardino nacque l’8 settembre 1380 a Massa Marittima (Grosseto).
Studiò grammatica, retorica e lettura di Dante. Per tre anni studiò Giurisprudenza presso l’Università di Siena, dove conseguì il dottorato in filosofia e diritto.
Non era propenso alla vita religiosa: alle letture bibliche preferiva la poesia profana.
Tuttavia, verso i 18 anni, entrò nella Confraternita dei Disciplinati di Santa Maria della Scala (una compagnia di giovani flagellanti) continuando la sua vita di laico.
Nel 1400 Siena fu colpita dalla peste; Bernardino aveva vent’anni.
Molti medici ed infermieri dell’ospedale di Santa Maria della Scala morirono e, come diciamo oggi, esplose un’emergenza sanitaria che chiamò tutti a prestare soccorso.
Bernardino si offrì volontario insieme ai compagni della Confraternita.
Anch’egli contrasse la peste e trascorse alcuni mesi tra la vita e la morte.
Fu un impatto molto duro contro la sofferenza, espressa in tutte le dimensioni: malattia, morte, miseria, desolazione, lutti.
Fu un’esperienza molto importante per Bernardino forse decisivo. Proprio nel periodo della sua convalescenza (come accadde a molti Santi, non escluso Francesco d’Assisi) Bernardino cominciò a pensare seriamente di scegliere per la sua vita un Ordine religioso.
Tra l’altro, era rimasto molto colpito e affascinato dalla predicazione di San Vincenzo Ferreri, domenicano, che incontrò ad Alessandria.
Alla fine scelse di entrare nell’Ordine Francescano e liberatosi di quanto possedeva, l’8 settembre 1402 entrò come novizio nel Convento di San Francesco a Siena.
Fu ordinato sacerdote nel 1404 e, l’anno dopo, il Vicario dell’Ordine lo nominò predicatore.
Per 12 anni si dedicò allo studio dei grandi dottori e teologi (specie francescani), raccogliendo e studiando materiale ascetico, mistico e teologico.
In quel periodo visse anche a contatto diretto col mondo contadino ed artigiano, imparando a predicare per farsi comprendere da loro con espressioni e immagini vivaci, con aneddoti che colpissero l’attenzione di quella gente semplice (facendoli anche divertire).

La sua predicazione era molto efficace, capace di raggiungere ed emozionare tutti.
Per ascoltare le sue prediche la gente accorreva in massa nelle piazze: le chiese non avevano spazio sufficiente per contenere tutti.
Per rendere ascoltabile all’aperto la voce di Bernardino, succedeva abbastanza frequentemente che si costruissero palchi, sui quali lui saliva per predicare.
E’ facile immaginare il grande sforzo vocale che dovevano compiere i predicatori di quel tempo: non disponendo dei nostri sistemi tecnologici di amplificazione del suono, erano costretti a gridare quasi di continuo.
Disponevano solo di strumenti inventati sul momento e del favore offerto dalle strutture architettoniche, più o meno favorevoli alla diffusione della voce e dei suoni.
Probabilmente a causa di queste estenuanti fatiche, Bernardino fu colpito da una malattia delle corde vocali che rese la sua voce molto debole per alcuni anni.
A motivo di questa limitazione era giunto alla decisione di chiedere ai suoi superiori di essere esonerato dalla predicazione. Ma inaspettatamente un giorno la voce ritornò non soltanto limpida, ma anche musicale e penetrante, ricca di modulazioni.