S. Vincenzo Ferreri - tela di Giovanni Agostino Ratti

San Vincenzo Ferreri 3.

Ed eccoci alla sorpresa annunciata.
Nel cuore di Savona, in via Mistrangelo, nella bellissima chiesa di San Domenico, collocata sopra il secondo altare a destra, c’è una tela opera di Giovanni Agostino Ratti (Savona, 1699 – Genova, 1775) che rappresenta un miracolo di San Vincenzo Ferreri.
Si tratta del famoso miracolo del muratore salvato da San Vincenzo.
Ecco, in breve, la narrazione dell’episodio raffigurato nel dipinto.
Avendogli il priore proibito di fare miracoli, perché a suo giudizio ne faceva troppi, Vincenzo cominciò a “contenersi”.
Un giorno passò da una via e vide un uomo che cadeva da una alta impalcatura. Subito intercedette per lui e l’uomo fu fermato per aria. Ma Vincenzo sapeva di non poter compiere miracoli così lo lasciò lì sospeso e con profonda umiltà andò a chiedere al Priore di poter intercedere affinché l’uomo fosse completamente salvo. Giunto sul luogo, il priore incredulo, riconobbe la Santità di Vincenzo e gli consentì di salvare l’uomo.
Degli elementi tipici dell’iconografia vincenziana, troviamo la fiammella che è posta sopra il capo di San Vincenzo; ovviamente anche il suo abbigliamento da frate domenicano.
La scena viene ritratta dal Ratti con una vivacità quasi teatrale: lo scambio di sguardi tra Vincenzo ed il suo superiore; le mani del frate tese ad indicare il muratore che cade dall’impalcatura e la folla angosciata dei presenti; il muratore ritratto con grande plasticità ed efficacia dinamica, mentre cade e resta sospeso nel vuoto.

Al di là di questo episodio, che mette in evidenza la potenza della preghiera d’intercessione di Vincenzo e (ancor più importante) la sua capacità di obbedienza al suo superiore e quindi, attraverso esso, a Gesù Cristo e alla Sua Chiesa, c’è da sottolineare che San Vincenzo Ferreri passò anche da Savona e dintorni, dove esercitò il suo ministero di predicatore.
Nella tradizione popolare antica è dato cogliere un aspetto molto curioso: si diceva e si tramandava che quando frate Vincenzo predicava sulla collina della Madonna del monte (nell’immediato entroterra di Savona), la gente lo sentiva fin dal fondo valle (in località Valleggia) e accorreva da lui per ascoltarlo.
Oggi, a testimonianza di questo passaggio savonese del Santo, Savona conserva questa tela del Ratti nella chiesa che appartenne ai Domenicani (con annesso convento) e che continua ad essere chiamata chiesa di San Domenico, pur essendo, dal XIX secolo, sede della Parrocchia intitolata a San Giovanni Battista.
Potenza della tradizione e soprattutto del ricordo riconoscente tributato ad una realtà (l’Ordine Domenicano) che lasciò in città un segno indelebile.